Sport therapy: La riabilitazione anche col calcio balilla nel reparto di neurologia del San Raffaele di Milano

Passa anche attraverso una partita con il calcio balilla, la riabilitazione all’ Ospedale San Raffaele di Milano. Infatti, per coloro che sono ricoverati presso il reparto di Neurologia è arrivato Calcio Balilla Special un biliardino speciale adatto alle persone che si muovono con la carrozzina.

Il particolare dono arriva dalla Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla (FPICB) . Del resto la sport therapy trova riscontro anche in letteratura scientifica, spiega in una nota l’ospedale. I benefici si sono riscontrati sia sulle funzioni motorie, sia su quelle cognitive. Come spiega Letizia Leocani, neurologa e responsabile del Centro Magics dell’IRCCS Ospedale San Raffaele: “Pensiamo che le persone ricoverate nel nostro reparto affette da sclerosi multipla e altre patologie neurodegenerative possano trarre giovamento dalla pratica di questo sport che può migliorare il coordinamento dei movimenti oculari e delle mani, lo sviluppo dei riflessi e sicuramente, da un punto di vista psicologico, migliorare l’autostima e la socializzazione.”

Esprime i suoi ringraziamenti  il professor Giancarlo Comi, direttore dell’Unità di Neurologia e direttore dell’INSpe – Istituto di Neurologia Sperimentale – dell’IRCCS Ospedale San Raffaele alla Federazione per il regalo ricevuto che precisa: “Migliorerà la permanenza in ospedale dei nostri pazienti, agevolando il loro percorso di riabilitazione .”

Calcio Balilla Special è stato posto nella piazzetta degli “Amici del DIMER” dell’Ospedale San Raffaele, qui vi è anche un pianoforte per gli amanti della musica. Il biliardino è disposizione gratuitamente dei pazienti e delle rispettive famiglie. “Questa nuova iniziativa – precisa ancora la nota – è in linea con la mission dell’ospedale che, come tutto il Gruppo ospedaliero San Donato, crede fortemente nell’umanizzazione delle cure e pertanto promuove progetti e attività volti a favorire il benessere fisico e psicologico dei pazienti.”

 
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