Udito: Giornata Mondiale: Giovani a rischio, è allarme “epidemia silenziosa”

In Italia sono 2.000 i bambini che ogni anno nascono sordi o con gravi problemi all’udito. Se questi disturbi non vengono individuati subito e trattati, il rischio è che diventino penalizzanti, nonostante esistano terapie che consentono ai bambini affetti da sordità congenita di condurre una vita normale. Lo screening neonatale, la logopedia e le protesi sono le vie attraverso cui affrontare l’ipoacusia senza paura.

Il 3 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’udito – Word Hearing Day indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quest’anno lo slogan della Giornata è: Hear the future….and prepare for it – Ascolta il futuro …e preparati!

Aumentano le preoccupazioni per i giovani italiani circa la sempre più crescente esposizione a livelli sonori elevati negli ambienti ricreativi come nightclub, discoteche, pub, bar, cinema, concerti, eventi sportivi e persino nelle palestre. Con la diffusione delle nuove tecnologie, dispositivi come ad esempio i lettori MP3 sono spesso utilizzati per periodi di tempo prolungati ad intensità elevate.

Partecipare abitualmente a queste attività comporta il serio rischio di incorrere in una perdita uditiva irreversibile. Il segnale in uscita di un dispositivo audio personale può variare da 75 dB fino a 136 dB. Occorre dunque regolare il volume di riproduzione audio a un’intensità confortevole (non più del 60% del massimo del volume). Nei nightclub, nelle discoteche e nei bar, i livelli sonori medi possono oscillare tra i 104 dB e i 112 dB; i livelli di rumore ai concerti pop possono essere persino più elevati.

Ascoltando della musica per 15 minuti a 100 dB, ci si espone alla stessa quantità di energia sonora che un operaio raggiunge in 8 ore lavorative a 85 db di esposizione. I livelli di rumore negli impianti sportivi si attestano tra gli 80 e i 117 dB. Gli esperti puntualizzano, inoltre, che sottoporre i padiglioni auricolari a una progressiva e continua esposizione ai rumori forti, induce un lento e graduale peggioramento dell’udito. I ragazzi potrebbero manifestare i primi danni all’udito già tra i 30 e i 40 anni, molto in anticipo rispetto alle passate generazioni.

Un numero allarmante di giovani italiani rischiano una perdita uditiva permanente. Il 95% dei giovani tra i 18 e i 24 anni sostiene di ignorare gli avvisi di volume dei dispositivi mobili pur di ascoltare l’audio a un’intensità superiore ai livelli di guardia. Questi alcuni dei risultati del rapporto State of Hearing – promosso da Cochlear, leader mondiale nelle soluzioni acustiche impiantabili. L’indagine, realizzata con l’obiettivo di comprendere meglio l’atteggiamento e le abitudini delle persone rispetto al proprio udito, ha evidenziato una serie di comportamenti a rischio degli italiani, che potrebbero aumentare il numero delle persone affette da perdita uditiva. Nei bambini, si potrebbero verificare problematiche relative allo sviluppo psico-motorio, mentre negli adulti il rischio riguarderebbe un declino cognitivo precoce talvolta associato a demenza.

I risultati dell’indagine, che ha coinvolto oltre 7.200 individui in 5 paesi europei, sono stati resi noti in occasione la Giornata mondiale dell’udito, che si celebra domani, il cui tema per la nuova edizione sarà “Ascolta il futuro”. Si tratta di un’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare alla prevenzione della sordità ed ai problemi di udito, promuovendo la salute dell’orecchio. Secondo i dati, il 35% del campione si espone consapevolmente a livelli di rumore potenzialmente pericolosi. La maggioranza (61%) non prende la minima precauzione in ambienti percepiti come dannosi per l’udito.

Nonostante il 15% degli intervistati sia consapevole dei rischi derivanti da questo comportamento errato decide comunque di assistere ad un concerto o guardare un film a volume molto alto. L’aspetto più preoccupante di questa evidenza, riguarda quindi la consapevolezza nel riconoscere i rischi ed esporsi comunque a tali livelli pericolosi di rumore. In particolare gli adolescenti e giovani che ascoltano musica ad alto volume sono quelli che rischiano di più. Tre italiani su quattro (75%) dichiarano di ascoltare i propri dispositivi mobili oltre il livello degli avvisi di volume. La percentuale aumenta tra i giovani dai 18 ai 24 anni, che ammettono nella quasi totalità 95%) di seguire questo comportamento.

Uno dei motivi potrebbe consistere nella convinzione di essere troppo giovani per avere problemi di udito. Infatti, il 28% degli intervistati crede che la perdita uditiva faccia parte del processo naturale di invecchiamento. Dalle evidenze dell’indagine emerge un forte timore nei confronti di questa patologia. La maggior parte degli intervistati (83%), infatti, non è nemmeno informato sul dove effettuare un test dell’udito oppure teme una scoperta spiacevole dopo una visita specialistica. “Un primo passo importante è certamente la conoscenza e l’informazione, fondamentale sia per se stessi sia se ci si preoccupa di una persona cara. Esistono modi semplici e di buon senso per proteggere l’udito nella vita quotidiana – come abbassare il volume dei dispositivi personali e adottare misure protettive durante i concerti – ma senza aver raggiunto prima una forte consapevolezza della patologia non saremo mai nella giusta direzione”.

 
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