Allattare al seno è indispensabile, con latte materno si salverebbero 820mila vite l’anno

Il latte materno è indispensabile per la crescita sana di un bambino. Consumato direttamente al seno o offerto dopo essere stato estratto rappresenta, con poche eccezioni, l’alimento principale nell’età infantile con importanti e positivi effetti sulla salute della madre che allatta e su quella del bambino allattato al seno, a breve ed a lungo termine. Allattare al seno tutti i bambini nei primi due anni potrebbe salvare ogni anno la vita di più di 820.000 bambini sotto i 5 anni: è la stima dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che insieme all’Unicef ha pubblicato le nuove linee guida con i 10 passi per migliorare il supporto all’allattamento nelle strutture sanitarie con reparti di maternità e neonatali.

Gli ospedali, dice il documento, devono aiutare le madri a iniziare l’allattamento già nella prima ora dalla nascita e ad allattare al seno in modo esclusivo per 6 mesi. Devono avere delle politiche scritte sul tema, uno staff competente, cure pre e post-natali, supporto alle madri durante l’allattamento. Tra le altre misure raccomandate c’è quella di consigliare un uso limitato dei sostituti del latte materno, far dormire il bambino in stanza con la madre, allattare a richiesta, educare i genitori all’uso di ciucci e biberon, e supportare madri e bambini una volta fuori dall’ospedale.

I vantaggi di un allattamento iniziato già entro un’ora dalla nascita sono numerosi, ricorda l’Oms: protegge i neonati da infezioni e malnutrizione, riduce la mortalità, aumenta le possibilità di allattare per un periodo lungo, e farlo in maniera esclusiva per i primi 6 mesi di vita fa bene a madre e bambino. Tra i 6 e i 12 mesi l’allattamento fornisce oltre la metà del fabbisogno energetico del piccolo, e un terzo tra i 12 e 24 mesi, senza dimenticare l’apporto nutritivo ed energetico durante le malattie e nel caso di malnutrizione.

Un’immotivata sostituzione del latte materno con quello artificiale non reca benefici, ma viceversa può compromettere lo stato di salute del bambino e di sua madre, com’è stato dimostrato negli ultimi anni da importanti ricerche scientifiche. Oltre il 90% delle donne italiane allatta al seno il neonato nei primi giorni di vita, anche se in maniera non esclusiva. Alla dimissione dall’ospedale solo il 77% delle madri allatta esclusivamente al seno, percentuale che scende al 31% a 4 mesi. Solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita. Tanti e diversi sono i motivi, variabili in base al livello economico, sociale e culturale e all’etnia o alla regione geografica di appartenenza.

L’allattamento al seno migliora inoltre il quoziente intellettivo, attenzione e prontezza a scuola, e riduce il rischio di obesità e sovrappeso durante l’infanzia e l’adolescenza e di cancro al seno per la madre. “Gli ospedali non servono solo a curare, ma anche a promuovere la vita. Ogni paese deve assicurare la copertura sanitaria universale, e non c’è posto migliore per garantire i 10 passi per un allattamento di successo”, commenta Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie