Borotalco cancerogeno, stangata alla Johnson & Johnson: risarcimento da 95mln di euro

Sale la ‘stangata’ per Johnson & Johnson, portata in tribunale negli Usa da Stephen Lanzo, un banchiere del New Jersey convinto di essersi ammalato di tumore dopo 30 anni di uso di talco.

Lanzo aveva fatto causa all’azienda nel 2016, dopo una diagnosi di mesotelioma, malattia legata all’esposizione all’amianto. Ora la corte di Middlesex County ha rincarato la dose, riconoscendo anche i cosiddetti danni punitivi – cioè destinati a punire azioni non etiche o negligenti – e portando così il risarcimento a 117 milioni di dollari, circa 95 milioni di euro.

La scorsa settimana una giuria aveva stabilito un primo risarcimento di 30 milioni di dollari (24 milioni di euro) per Lanzo (che è il primo uomo a fare causa per un cancro provocato dal borotalco, visto che le altre denunce riguardavano una possibile correlazione col cancro alle ovaie nelle donne) e di altri 7 milioni (5,7 milioni di euro) per la moglie Kendra, ma mercoledì una seconda giuria ha quasi triplicato l’entità del pagamento.

Nel 2016 Johnson & Johnson è stata condannata da una giuria di St. Louis a un risarcimento da 70 milioni di dollari a una donna che ha sviluppato il cancro alle ovaie dopo aver usato per anni il talco dell’azienda. Nel maggio 2017 una giuria del Missouri ha condannato l’azienda a pagare 110 milioni di dollari per lo stesso motivo. Secondo i media Usa, la nuova sentenza è la più pesante emessa contro l’azienda, che è oggetto di ben 2.400 cause pendenti che l’accusano di non aver messo in guardia contro i rischi di cancro legati all’uso dei suoi prodotti, in particolare la sua ‘baby powder’.

Precedentemente, sempre di fronte al tribunale di St. Louis in Missouri, l’azienda fu condannata in tre diverse cause a pagare un totale 197 milioni di dollari, pur affermando di avere simpatia per la donna, ha annunciato che presenterà un appello: “Continueremo a difendere la sicurezza della nostra Baby Powder”, dice una nota. Rimane però sul banco degli imputati l’uso costante del talco, minerale naturale composto di magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno.

Le due aziende hanno già fatto sapere che presenteranno appello contro la decisione e che continueranno a difendere la sicurezza dei prodotti a base di talco. Intanto, si preparano a fronteggiare migliaia di cause nei tribunali americani per presunti danni alla salute, anche se Lanzo è il primo uomo ad aver fatto denuncia: in genere a chiedere un risarcimento sono donne colpite da tumore ovarico. J&J ha ribadito di aver condotto test a tappeto per assicurare che nessuno dei suoi prodotti a base di talco contenesse polvere d’amianto

 
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