I dolci non fanno male alla salute, sono ricchi disostanze antitumorali

Sfatato un mito: i dolci non fanno male alla salute, a patto che le ricette siano arricchite con nutrienti “buoni” ed impoverite di ingredienti che possono risultare dannosi per la salute. A spiegarlo è il professor Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Ospedaliera “Moscati” di Avellino, e da Antonietta Polcaro, pasticciera non professionista, in “Dolci senza rimpianti”, edito da Gribaudo. “Mi sono reso conto che i dolci sono un aspetto importante della vita e a questo punto è meglio affrontare la problematica.

“I dolci hanno il problema di essere ipercalorici per l’elevato contenuto di zuccheri, generalmente raffinati, e grassi saturi (in particolare colesterolo) provenienti da latte, burro e uova – osserva il professor Cesare Gridelli -. Infatti nella classica piramide della dieta mediterranea, uno dei migliori modelli alimentari, i dolci così come le carni rosse e gli insaccati, sono all’apice e quindi dovrebbero essere consumati in modo occasionale. Partendo da questi presupposti avevo molti dubbi sullo scrivere da oncologo un libro sui dolci perchè di per sé può sembrare un controsenso. Ma poi ho pensato che comunque la gente mangia frequentemente i dolci. Allora a questo punto è meglio parlarne, informare e proporre anche ricette”.

Un consumo occasionale non è assolutamente un problema ma il problema può sorgere nel consumo quotidiano”, spiega Gridelli, che aggiunge: “E’ possibile ottenere dei dolci più salutari e inoltre vi è anche la potenzialità di sostanze antitumorali presenti ad esempio nella frutta e nelle spezie utilizzate nelle ricette”. Il libro arriva dopo due volumi che l’oncologo ha dedicato sempre all’alimentazione, “In cucina contro il cancro” e “La cucina salvavita”. Si scoprono, ad esempio, le potenzialità dei frutti di bosco: lamponi e fragole che contengono l’acido ellagico, che ha dimostrato capacità antiangiogenetica (cioè un effetto bloccante la formazione di vasi sanguigni da parte del tumore, che gli servono a ‘nutrirsi’), ma anche i mirtilli neri, ricchi di flavonoidi che determinano apoptosi (morte programmata) delle cellule tumorali.

E se le mele sembrano ridurre il rischio di tumori grazie a un potente antiossidante, la procianidina, contenuta in particolare nella varietà Renetta, anche la pesca, ricca di polifenoli ha delle proprietà importanti: in particolare alcuni ricercatori, utilizzandone l’estratto, hanno evidenziato nelle cavie attività contro cellule del carcinoma mammario molto aggressive, con una riduzione del loro potere metastatizzante.

Lo zenzero ha dimostrato in laboratorio attività antitumorale contro il carcinoma del colon, del pancreas, della mammella, della prostata e il glioblastoma, mentre tra le spezie la noce moscata ha dimostrato su cavie di bloccare la crescita di tumori dell’intestino, della pelle e dei tessuti molli. Il cioccolato, molto amato nei dolci, è consigliabile consumarlo fondente con una percentuale di cacao di almeno il 70 %. È ricco di vitamine (A, B1, B2, B3, B9, B12, C, D), sali minerali e antiossidanti con attività antitumorale come i flavonoidi. E tra i dolcificanti, uno di quelli più in voga, la stevia, “può essere utilizzata per la preparazione dei dolci da forno essendo stabile alle alte temperature”. Ha un retrogusto di liquirizia e risulta ben abbinabile con dolci al limone o al cioccolato, mentre non va bene con quelli dal sapore meno deciso.

Ma allora ci si può concedere un extra ogni giorno oppure no? Certo che si può, facendo attenzione alla quantità, per esempio un bignè alla crema pesa intorno ai 100 g, ma lo stesso dolcetto in formato mignon ne pesa 25, quindi apporta solo 95 Kcal, un extra che, se non si hanno particolari problemi, ci si può concedere ogni giorno. Stessa cosa possiamo dire per il quadretto di cioccolata e per qualsiasi altro dessert o golosità. Dolce sì, ma diverso dai dolci

Esistono numerose soluzioni per preparare dessert gustosi ma moderatamente ipocalorici, uno dei segreti è evitare il più possibile le materie grasse. Così possiamo sbizzarrirci con un vasetto di yogurt da 125 g che apporta circa 75 Kcal, ha una consistenza cremosa e ad esso aggiungere frutta matura, qualche mandorla o gheriglio di noce, qualche scaglia sottile di cioccolato e un cucchiaino di zucchero o miele; volendo ridurre le Kcal possiamo partire da uno yogurt magro. Una frittella di mele si porta dietro il grasso della frittura, invece un prodotto cotto al forno è sempre più leggero e se è crudo lo è di più. Se poi la mela qui considerata fosse offerta sottoforma di frullato sarebbe anche meglio. Infatti un’idea per togliersi la voglia di dolce sono proprio i frullati di frutta con zucchero e/o latte, oppure i frappè di latte alla frutta o al cioccolato, entrambi richiedono meno materia prima pur riempendo il bicchiere perché si caricano d’aria. Il sorbetto (ghiacciolo) alla frutta può essere dolce e saporito ed è fatto soprattutto di acqua; anche il gelato è un’ottima alternativa perché 100 grammi di gelato artigianale alla fragola valgono 120 Kcal, alla crema 190.

Quello al cioccolato può arrivare alle 240 kcal. Quindi ricordiamo che il segreto è limitare le ricette troppo ricche in creme (che solitamente contengono grassi) sostituendole con dolci alla frutta, la cremosità la si può ottenere con latte o yogurt anche scremati. Una buona abitudine quotidiana è quella di consumare le preparazioni dolci durante la colazione del mattino, oppure durante lo spuntino o a merenda, è ricordare che non è consigliabile mangiare il dessert a fine di un pasto completo e saziante. Nel caso sarebbe indicato rinunciare al primo o al secondo piatto.

Dolci per tutte le età Anche per l’alimentazione dei bambini e degli anziani, i dolci si possono inserire a colazione oppure a merenda o come spuntino. Se non sussistono problemi di salute, i consigli sopraccitati possono essere validi anche per loro, magari con qualche accorgimento in più; per esempio, in stagioni come l’estate ricorrere a dolciumi idratanti e rinfrescanti, quali le granite e i gelati, aiuta l’organismo a mantenere una corretta idratazione nelle giornate più calde. Gelati alla frutta possono essere utili per riconciliare i bambini col sapore della frutta stessa, che spesso rifiutano durante alcune fasi della loro crescita.

Nell’anziano a rischio di malnutrizione per difetto e disidratazione, il gelato può rappresentare un’ottima merenda. Può essere consumato con facilità anche da coloro che sviluppano problemi di masticazione e deglutizione e, se si tratta di gelato cremoso, può contribuire all’apporto di proteine oltre che fornire all’anziano una buona quota di energia e un noto effetto rinfrescante. Cioccolato fondente: il principe dei dolci innanzitutto, il cioccolato è un alimento estremamente versatile e, oltre ad essere delizioso consumato così com’è, è utilizzato molto nella creazione di ricette in tutte le regioni d’Italia.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie