Il medico che sente realmente il dolore dei pazienti grazie alla sinestesia

L’arma “segreta” dei bravi medici è l’empatia. Joel Salinas, medico americano può sentire il dolore dei pazienti sulla sua pelle. A dargli questa ‘capacità’ sarebbe una rara condizione chiamata sinestesia del tocco a specchio tattile, per cui ogni volta che vede qualcuno provare dolore, il suo cervello ricrea quelle sensazioni nel suo corpo, tanto da provare male. A raccontare la particolare storia è la Bbc.

Nel suo ‘mondo’ fin da piccolo, la musica crea colori e i numeri hanno una personalità. Quando colorava a scuola, vedeva la forma della lettera B arancione o il numero 1 giallo. E fare le somme per lui era qualcosa di strano: “il mio due era una madre rossa, e il quattro un amico blu. Come era possibile che 2+2 facesse 4?”, ricorda. “La sinestesia è un incrocio tra input sensoriali. Ognuno di noi è sinestetico. Il sapore infatti è la fusione di stimoli che arrivano dall’odorato e dal gusto”, spiega Fabio Babiloni, professore associato di fisiologia all’università Sapienza di Roma. “Alcune persone però vanno oltre questo, e vedono per esempio le forme delle lettere con colori o note musicali. Nel loro cervello – continua Babiloni – si attivano simultaneamente le aree cerebrali di lettere e colori, mentre nel resto delle persone se ne attiva una sola.

Questo tipo di sinestesia è presente nel 2-3% della popolazione”. Ma il caso di Salinas va oltre questo. Nel 2008, quando frequenta medicina ad Harvard, vede una persona morire di arresto cardiaco e si rende conto che la sua è una condizione particolare. “Mentre vedevo che gli praticavano il massaggio cardiaco, potevo sentire la mia schiena stesa sul pavimento, la compressione sul mio petto, e la sonda per far respirare che scendeva lungo la mia gola”, racconta.

Quando il paziente muore 30 minuti dopo, Salinas prova “un inquietante silenzio – racconta – Avevo la completa assenza di sensazioni fisiche”. Da quel momento le sensazioni iniziano a diventare più forti per lui. Se vede un ragazzo in sala operatoria, sente l’incisione del bisturi sulla pancia, seguita da calore e agitazione per vedere i suoi organi interni. Vive quella che alcuni studiosi hanno definito, una decina d’anni fa, sinestesia del tocco a specchio tattile, per cui una persona prova la stessa sensazione, come tocco, vista in un altro individuo. Ad esempio se si vede qualcuno toccarsi la guancia, si sente quel tocco anche sul proprio viso. Questo tipo di sinestesia riguarda circa l’1,6% della popolazione, e può rendere le persone colpite più empatiche.

Difatti Salinas si rende conto di avere una potente empatia, che lo aiuta a curare meglio i suoi pazienti: per esempio si accorge subito se hanno sete o provano dolore dal minimo movimento del viso o del corpo. “Mi interessa molto il benessere dei miei pazienti, perchè in quel momento è anche il mio benessere”, precisa. Ma secondo Babiloni, quella di Salinas “è una sinestesia standard audio-visiva, a cui si unisce una grande capacità di somatizzare efficacemente quello che vede con il suo occhio clinico di medico. Potremmo definirla una forma di auto-suggestione informata. Finchè non è entrato a medicina infatti, la sua sinestesia riguardava solo forme e colori”.

 
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