Il sorriso perde smalto a causa di drink e cibi acidi, ko per 4 italiani su 10

Gli italiani perdono ‘smalto’. Uno su dieci hanno la superficie di gran parte della dentatura rovinata per colpa di cattive abitudini che facilitano l’usura dentale per colpa di drink e cibi acidi. Ma a rovinare il sorriso ci sono anche piercing alla lingua e alle labbra, scelti dal 10% dei giovani, che nel 60% dei casi erodono lo smalto o lo fratturano. Sotto accusa anche le cattive abitudini, come il fumo, o la scelta di alimenti a rischio, prime tra tutte le bevande gassate. Lo rivela un’indagine dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC) presentata in occasione del 20esimo Congresso Nazionale, a Torino dal 10 al 12 maggio.

Gli esperti sottolineano che per evitare o ridurre i pericoli basta optare per verdure a foglia larga, ortaggi ricchi di fibre che “puliscono” i denti mentre si masticano e frutta non troppo acida, perché gli acidi naturalmente presenti nei cibi sono capaci di sciogliere lo smalto dei denti. Importante far seguire a bibite ed energy drink, un bel bicchiere d’acqua, usare la cannuccia ed evitare di bere a piccoli sorsi per limitare al minimo il contatto con i denti e ridurre tempo di esposizione alle sostanze acide. Dall’indagine emerge che gli italiani sono poco ferrati anche sull’igiene orale: due su tre non sanno che dopo aver mangiato frutta o verdura acida come agrumi o pomodori è meglio aspettare circa mezz’ora prima di lavare i denti per ridurre i rischi per lo smalto.

Solo il 13% degli italiani sa infatti che i cibi e le bevande acide possono intaccare lo smalto dei denti, “svapare” o masticare gomme senza zucchero invece non mettono a rischio il sorriso, come sa appena un italiano su dieci. Quasi la metà della popolazione però crede che lo smalto si auto-rigeneri e pochissimi si accorgono se c’è un problema: appena l’8% per esempio sa che i denti ingialliti possono essere sintomo di una riduzione dello smalto, soltanto uno su tre che lo è anche l’ipersensibilità a caldo e freddo. Così pochi chiedono aiuto al dentista: la maggioranza si rivolge al medico solo se l’estetica del sorriso è compromessa o in caso di sintomi molto evidenti di lesioni allo smalto. E cosi’ il sorriso degli italiani perde smalto e la conseguenza e’ che i denti si ingialliscono, diventano più fragili al punto da scheggiarsi facilmente, consumati in alcuni punti. Ipersensibili al caldo e al freddo: quando i denti perdono lo smalto è a rischio tutta la salute della bocca, oltre che la bellezza del sorriso. mi evidenti e fastidiosi come l’ipersensibilità dentale.

L’erosione consiste nel deterioramento dello smalto dentale dovuto all’aggressione di sostanze chimiche, ovvero gli acidi che sono in grado di aggredire e distruggere la parte più esterna dei denti – spiega Lorenzo Breschi, presidente di AIC e professore Ordinario presso l’Università di Bologna – Gli acidi possono trovarsi nel cavo orale a causa di varie patologie dell’apparato digerente come il reflusso gastro-esofageo o disturbi alimentari, ma più spesso sono dovuti al consumo frequente di cibi e bevande molto acidi come energy drink, bibite gassate e spremute di agrumi soprattutto se vengono sorseggiate a lungo senza lasciare tempo alla saliva di riportare il pH orale a un livello “di sicurezza”: per bere senza rischi anche un centrifugato o un estratto che contenga agrumi, frutta o verdure acide può bastare usare una cannuccia, in modo che il contatto con i denti sia minimo.

Altrettanto sconosciuti i rischi delle diete con eccessivi consumi di vegetali acidi: meglio optare per ortaggi poco acidi e fibrosi come sedano, broccoli, verdura a foglia, che aiutano anche a “spazzolare” i denti durante la masticazione. Non aumentano il rischio di erosione dentale invece i chewing-gum perché incrementano la produzione di saliva fino a 10 volte il normale flusso ma devono essere quelli ” giuste” senza zucchero o a base di xilitolo. Assolte anche le sigarette elettroniche – prosegue Breschi – mentre il cloro nell’acqua delle piscine può diventare rischioso soltanto se si nuota quattro, cinque volte a settimana per almeno due ore”.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie