La prevenzione delle malattie reumatiche passa anche per la tavola

Le diete non equilibrate provocano non solo disturbi cardiovascolari, metabolici e diverse forme di cancro, ma possono anche rendere più frequenti altre patologie serie come artriti, lupus, gotta e osteoporosi. E’ questo uno degli argomenti che sarà al centro del XVII Congresso Mediterraneo di Reumatologia che si terrà dal 12 al 14 aprile a Genova e che vedrà la partecipazione di oltre 400 esperti e pazienti provenienti da 45 diverse nazioni.

“Nuove abitudini alimentari stanno prendendo il sopravvento al posto della dieta mediterranea che è universalmente considerata la più salutare – afferma Maurizio Cutolo, organizzatore del congresso internazionale e Direttore della Divisione Universitaria di Reumatologia di Genova e del Policlinico San Martino -. Seguire fin dai primi anni di vita un’alimentazione equilibrata significa fare una prevenzione primaria di molte malattie croniche. In effetti è dimostrato che alcuni costituenti nutrizionali possono svolgere una funzione protettiva contro i processi infiammatori che sono alla base di quasi tutte le patologie reumatiche”. Il consiglio quindi è tornare alla dieta mediterranea.

“Bisogna quindi usare regolarmente verdura e frutta, possibilmente colorata, perché rappresentano un’importante fonte di fibre e vitamine antiossidanti e quindi anti-lesioni cellulari – prosegue l’esperto -. Simili vantaggi si ottengono anche dal pesce azzurro e rosa che sono ricchi di preziosi acidi grassi omega-3. Ed infine è molto importante il consumo di derivati del latte, anche di capra, che apportano calcio e altri sali minerali. Va invece limitato il più possibile l’uso di bevande zuccherate e del sale da cucina perché il cloruro di sodio, oltre a favorire l’ipertensione, attiva alcune cellule infiammatorie come i linfociti Th-17 coinvolti nel processo infiammatorio”.

Eppure «la nutrizione corretta può essere considerato un vero e proprio “farmaco” contro alcuni disturbi cronici dell’apparato muscolo-scheletrico» sostiene Mauro Galeazzi, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir). Per esempio, nei pazienti con artrite reumatoide, prosegue, «vanno raccomandati alcuni cibi che hanno dimostrato di avere effetti terapeutici non trascurabili sulla progressione del malattia. I peperoncini rossi aumentano la produzione di macrofagi antinfiammatori che regolano la risposta immunitaria. Alcuni flavonoidi antiossidanti, contenuti nel cacao sono potenti sostanze antiossidanti che limitano il processo di “arrugginimento” delle cellule. Anche il consumo di ginseng rosso riduce lo stato di attività le citochine responsabili dell’infiammazioni. Infine una dieta ricca di vitamina D e acidi grassi omega-3 migliora i risultati dei trattamenti contro l’artrite reumatoide. In molti casi è quindi necessario prescrivere al paziente una supplementazione corretta alimentare».

Purtroppo, come fa notare Maurizio Cutolo, organizzatore del congresso, “nuove abitudini alimentari stanno prendendo il sopravvento al posto della dieta mediterranea che è universalmente considerata la più salutare”.

E “all’alimentazione errata sono riconducibili oltre il 90% dei casi di gotta e il 60% di quelli di osteoporosi” ricorda Galeazzi. Prorio per queste ragioni, conclude il presidente della Società scientifica «aumentare il livello di conoscenza sulle malattie reumatiche e delle cause predisponenti, sia tra la popolazione sana sia tra i pazienti, è uno degli obiettivi della Sir» che in queste settimane è impegnata nella campagna di informazione nazionale #Reumadays.

 
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