Listeria nel formaggio “Brillat Savarin le Vignelait”: RASFF lancia l’allerta sanitaria

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Nel formaggio francese a base di latte crudo «Brillat Savarin le Vignelait», venduto presso diversi rivenditori di formaggio e grossisti, è stata rilevata la presenza di listeria.

Non è possibile escludere rischi per la salute. A lanciare l’allerta è il sistema di allerta rapido europeo per alimenti e mangimi ( RASFF ) che raccomanda di non consumare il prodotto in questione. Il produttore francese ha immediatamente ordinato un richiamo ai punti vendita interessati. I dettagli dell’articolo in questione sono: Brillat Savarin le Vignelait au lait cru, Confezioni da 500 g, Numero di lotto: 77432 – D57, data di consumo fino al 05.05.2018, venduto presso diversi rivenditori di formaggio e presso i grossisti. Lo “Sportello dei Diritti” raccomanda di non consumare questo prodotto.

Ma da dove deriva tutta questa preoccupazione per la salute dei consumatori? Il genere Listeria comprende sei specie, ma la maggior parte dei casi di malattia umana sono dovuti a Listeria monocytogenes. Questo batterio può infettare numerose specie animali, selvatiche e domestiche, tra cui pecore, capre, bovini e molti uccelli, che una volta guariti possono rimanere portatori asintomatici e continuare ad eliminare Listeria monocytogenes con le feci e con il latte. Nell’uomo provoca meningoencefeliti e setticemia ed è molto pericolosa se contratta in gravidanza, poiché, specie nei primi mesi, può causare aborti. Bisogna comunque ricordare che la maggior parte dei casi di malattia si manifesta in individui immunocompromessi, come trapiantati, tossicodipendenti e sieropositivi o in persone anziane, infatti il 56% delle infezioni da Listeria ha interessato persone di età superiore ai 65 anni.

La sua pericolosità risiede nel fatto che esso è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche in condizioni ambientali sfavorevoli per altri patogeni (fino a pH 5,0 , concentrazioni di NaCl fino al 10% e temperature di +2/+4° C), rendendolo una minaccia soprattutto per i prodotti Ready to Eat. Inoltre produce rapidamente un biofilm protettivo che gli permette di persistere negli stabilimenti di produzione di alimenti per ben 10 anni

Un aspetto critico relativo al controllo di Listeria lungo le filiere produttive, e quindi anche dei formaggi, è la sua ubiquitarietà, che rende difficile la sua eliminazione dai caseifici. Numerose sono le nicchie adatte alla sua sopravvivenza.

Nel caso dei formaggi, le possibilità di contaminazione ambientale dipendono da vari fattori, tra cui le caratteristiche chimico-fisiche della crosta, la cui microflora è indispensabile per la maturazione e la caratterizzazione dei prodotti ma può anche favorire od inibire l’insediamento di Listeria monocytogenes. Studi precedenti hanno dimostrato che la pulitura della crosta può portare ad esiti contraddittori in quanto potrebbe provocare la contaminazione crociata tra lotti diversi di prodotto. Inoltre l’eliminazione di una flora saprofita competitiva potrebbe determinare un aumento del rischio di ricontaminazione da parte di microrganismi ubiquitari ed opportunisti come la stessa Listeria monocytogenes.