Mal di schiena, ecco le strategie per combatterlo

Il mal di schiena è un problema molto diffuso, una patologia dai costi economici e sociali estremamente elevati. Conoscerne le cause di origine e le strategie per combatterla è di fondamentale importanza sia in ambito preventivo che riabilitativo-terapeutico.

Ogni persona che ha a cuore la salute della propria schiena dovrebbe quindi imparare a riconoscere questa patologia, ad apprendere i fattori predisponenti e le regole per un’adeguata prevenzione. In questo articolo riassumiamo i concetti chiave per aiutare il lettore ad allontanare una volta per tutte il mal di schiena.

Il mal di schiena è una malattia multifattoriale. La lombalgia può quindi insorgere per cause estremamente diverse tra loro. Analizzando tutte queste possibili situazioni si possono distinguere circa ottocento cause di dolore alla bassa schiena. Anche raggruppando tali fattori per caratteristiche comuni vanno considerate almeno trenta possibili cause di origine. Ciò presuppone un intervento terapeutico diverso per ogni circostanza.

La prevenzione del mal di schiena si basa su due livelli. Il primo stadio, o livello di prevenzione primaria, è comune per tutti i tipi di lombalgia ed è basato sull’acquisizione delle corrette abitudini di vita. In questo modo si combatte il mal di schiena prima della sua comparsa. La prevenzione secondaria si fonda invece su un intervento rieducativo che coinvolge molte figure professionali come medici, terapisti della riabilitazione e laureati in scienze motorie. Con tali interventi si cerca da un lato di ristabilire le condizioni precedenti al trauma e dall’altro di allontanare il rischio di eventuali recidive tramite un programma educativo-riabilitativo.

Prevenire il mal di schiena prima che compaia. Il riposo notturno è uno dei principali fattori che predispone l’individuo al mal di schiena . Durante la notte la muscolatura vertebrale si contrae irrigidendosi. Ad una diminuzione dell’elasticità si affianca anche una minore vascolarizzazione che a sua volta si traduce in un ridotto rifornimento di ossigeno ai tessuti. Come succede per il motore a scoppio anche il nostro corpo necessita della giusta quantità di ossigeno per funzionare al meglio. Può così accadere che al risveglio si fatichi un po’ a mettersi in moto e che ciò causi il tipico dolore diffuso lungo tutta la zona lombare.

In molti casi bastano pochi minuti ed una doccia calda per far riacquisire alle fibre muscolari la loro naturale elasticità. Nei casi meno fortunati il semplice gesto di chinarsi per raccogliere un calzino può invece causare pesanti contratture muscolari come il temibile colpo della strega.

L’irrigidimento fisiologico durante il sonno è maggiormente legato a questioni biomeccaniche indotte dalla posizione assunta che non al tipo di materasso utilizzato. Importante resta comunque la scelta delle reti, che dovranno essere abbastanza rigide e di buona qualità. Minore importanza viene invece attribuita al materasso che va comunque scelto in base alle caratteristiche individuali (altezza e peso).

Per prevenire il mal di schiena e favorire il riposo notturno il complesso formato da rete più materasso dovrà essere compatto, ne troppo rigido ne troppo tenero. Ruotare periodicamente il materasso impedisce che si formino dei piccoli avvallamenti in corrispondenza dei punti in cui il peso del corpo crea le maggiori pressioni.

Non esiste una posizione di riposo ideale per prevenire il mal di schiena. Essa va adattata in base alle caratteristiche fisiche e alle preferenze dell’individuo. Per alleviare il dolore e favorire il riposo notturno può essere eventualmente utile posizionare un cuscino sotto la pancia, sotto la schiena o sotto la testa.

Il mal di schiena può insorgere anche a causa del sovrappeso. Ancor più importante risulta la distribuzione del grasso corporeo. Pensiamo ad esempio a quei signori di mezza età, con una massa adiposa concentrata nel basso ventre a formare quel grosso e caratteristico pancione. Oltre ad elevare significativamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari questo tipo di obesità rappresenta un grosso stress per tutta la schiena. Un po’ come avviene per le gestanti la colonna vertebrale e la muscolatura associata sono costrette a sobbarcarsi l’eccesso di peso corporeo durante i movimenti. Come sappiamo tutte queste sollecitazioni influiscono negativamente sulla salute della schiena e, se si ripetono per lunghi periodi di tempo, diventano causa di dolore lombare.

Il mal di schiena può derivare anche da eccessivi stress fisici e/o psicologici. Preoccupazioni, ansia ed altri problemi che interessano la sfera psicologica e sociale possono infatti incrementare il normale tono muscolare grazie ad un meccanismo nervoso riflesso. Questo eccesso di tensione, che a lungo andare si traduce in una contrattura muscolare permanente è causa di dolore alla bassa schiena. Occorre quindi cercare di ridurre per quanto possibile gli stress, magari adottando opportune tecniche di rilassamento. Anche l’attività fisica, grazie alla liberazione di endorfine, contribuisce al miglioramento dell’umore aumentando il senso di benessere e riducendo al tempo stesso la percezione del dolore.

L’attività fisica è un toccasana per la schiena. Non a caso la maggior parte delle visite mediche termina con l’indicazione di intraprendere un percorso di attività motoria finalizzata alla prevenzione e alla cura del mal di schiena. L’obiettivo primario di qualsiasi programma di esercizi rivolti alla prevenzione ed alla cura del mal di schiena è quello di rendere la muscolatura addominale, spinale, lombare ed ischiocrurale più tonica ed elastica. Allo stesso tempo per favorire l’ossigenazione dei tessuti ed il raggiungimento del peso corporeo desiderabile è bene seguire un regolare programma di attività aerobiche (camminata, ciclismo, nuoto ecc.).

L’attività fisica ideale per prevenire il mal di schiena non esiste. Esistono tuttavia degli esercizi di rafforzamento ed allungamento specifici per migliorare la salute della propria schiena. In molti casi è più importante riacquisire l’elasticità perduta che non aumentare la tonicità muscolare. Lo stretching al termine della lezione non deve quindi essere considerato come una perdita di tempo ma come un momento di piacevole relax che diventa parte integrante del programma di allenamento.

Se fatta male l’attività fisica può essere dannosa per la schiena. Bisogna quindi adottare tutta una serie di precauzioni tanto più numerose ed importanti quanto maggiore è il grado di compromissione della colonna vertebrale. L’esecuzione degli esercizi sotto la guida di un personal trainer esperto, l’utilizzo di calzature appropriate e la pratica di un riscaldamento globale prima di iniziare la seduta sono solo alcuni dei provvedimenti che occorre adottare per scaricare le tensioni senza correre inutili rischi.

 
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