Allergia alle Graminacee: il primo Maggio è il ‘D-Day’ per chi è allergico

Il primo maggio è il ‘D-Day’ per chi è allergico alle graminacee. A evidenziarlo è Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’Ospedale Bambino Gesù. Il problema si potrebbe manifestare anche con crisi asmatiche, oltre che con disturbi a occhi e naso, quindi il consiglio è “portare un inalatore, un distanziatore e stare attenti al bollettino meteo e pollini”.

L’allergia alle graminacee si presenta con ricorrenza stagionale, insorgendo nei mesi dell’anno in cui avviene la fioritura della specie vegetale verso la quale si risulta suscettibili (es. erba mazzolina, codolina, gramigna dei prati ecc.), di solito tra marzo e settembre. L’allergia indotta dai pollini delle graminacee è caratterizzata dalla comparsa di sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, come attacchi di starnuti, arrossamento e prurito agli occhi, abbondante secrezione nasale e difficoltà a respirare.

L’esordio, l’intensità e la durata della sintomatologia dipendono principalmente dalle variazioni della concentrazione dei pollini presenti nell’atmosfera.  Oltre alla terapia sintomatica con farmaci antistaminici e corticosteroidei, esistono diversi preparati per l’immunoterapia allergenica, con risultati ottimali soprattutto se la stessa è iniziata precocemente.

Non serve, invece, “acquistare delle mascherine e neppure barricarsi in casa, perché i pollini che sono sottili passano attraverso gli infissi”. Importante poi, con un’allergia ai pollini di alcuni alberi (betulla nocciolo e cipresso) stare attenti a notare anche se si prova un pizzicore alla bocca quando si consuma frutta fresca come kiwi, mela o melone o ancor sedano crudo o carota cruda:la strategia non è astenersi ma sospettare il collegamento. “Abbiamo avuto una stagione anomala – aggiunge Fiocchi – ha piovuto e fatto freddo” e solo negli ultimi 15 giorni vi è stata una ‘esplosione’ di alberi ed erbe solitamente legate ai mesi di febbraio e marzo.

L’allergia alle graminacee è provocata dai pollini di una delle famiglie vegetali più diffuse al mondo: ne esistono circa 9.000 specie diverse, tra le quali rientrano molte piante selvatiche e infestanti erbacee, annue o perenni, che crescono spontaneamente anche in giardini, prati, terreni incolti e margini delle strade.  Inoltre, non bisogna sottovalutare il rischio di introdurre gli stessi allergeni con la dieta: infatti, gli alimenti a base di cereali appartenenti alla famiglia delle graminacee sono spesso presenti anche a tavola.

Attenzione quindi al Nord in particolare a betulla e nocciolo, al centro a cipresso e parietaria e al Sud a parietaria e olivo, mentre le graminacee sono dappertutto. “Per i pollini siamo ormai al 30% dei ragazzi allergici e studi di comparazione fino al 2012-2013 indicano un incremento” , conclude l’esperto, che invita chi domani starà male a fare un “nodo al fazzoletto”, ricordando che a luglio si può programmare il ‘vaccino’ da fare a settembre-ottobre.

Per controllare la sintomatologia dell’allergia alle graminacee, è importante l’adozione di alcuni comportamenti preventivi:

  • Consultare il calendario pollinico per conoscere i periodi dell’anno a rischio, durante i quali sarà opportuno attuare provvedimenti cautelativi, come l’uso di mascherine.
  • Durante il periodo di pollinazione delle graminacee, evitare di uscire soprattutto nelle ore mattutine, nei giorni soleggiati, ventosi e con tempo asciutto. I granuli pollinici sono maggiormente presenti in atmosfera con una temperatura di 25-30° C, un’umidità relativa superiore al 60% ed un vento con velocità di 5-15 Km/h. Per i soggetti suscettibili, è rischioso anche uscire dopo un temporale: la pioggia rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree.
  • Per prevenire l’ingresso in casa dei pollini durante la stagione di fioritura, tenere chiuse le finestre nelle ore soleggiate, indicativamente tra le 10 e le 16. Non stendere le lenzuola all’aperto per evitare che raccolgano pollini.
  • Evitare di posteggiare l’auto sotto gli alberi o in prossimità di giardini e/o prati. In viaggio, invece, tenere preferibilmente i finestrini chiusi e dotare la vettura di filtri anti-pollini, avendo cura di sostituirli periodicamente.
  • Fare la doccia e lavare più frequentemente i capelli ed il viso, poiché i granuli pollinici possono rimanere sulla cute o tra i capelli e depositarsi sul cuscino da dove vengono inalati durante il sonno o possono causare dermatite.
  • Avere cura della pulizia degli animali domestici: se escono all’aperto possono diventare vettori di pollini delle graminacee tramite il pelo.
  • Evitare la frequentazione di parchi, giardini e prati, specialmente se sono stati appena falciati.
  • Attenzione agli alcolici: stimolano la produzione di muco e dilatano i vasi, rischiando di peggiorare la secrezione e la congestione nasale associate all’allergia alle graminacee.

 
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