Borotalco cancerogeno, Johnson & Johnson risarcimento da 25 milioni di dollari

Ennesima condanna per la Johnson & Johnson: una giuria californiana ha emesso un verdetto di condanna al pagamento di 25,7 milioni di dollari a favore di Joanne Anderson, 66 anni, una donna che ha sostenuto di aver sviluppato un cancro (un mesotelioma) usando il talco della società.

L’azienda era accusata di non aver informato adeguatamente i consumatori che il suo prodotto contiene asbesto e può causare tumori. Tesi respinta fermamente dall’azienda, che tuttavia finora è stata condannata a pagare in numerose altre cause risarcimenti per centinaia di milioni di dollari.

Nel 2016 Johnson & Johnson è stata condannata da una giuria di St. Louis a un risarcimento da 70 milioni di dollari a una donna che ha sviluppato il cancro alle ovaie dopo aver usato per anni il talco dell’azienda. Nel maggio 2017 una giuria del Missouri ha condannato l’azienda a pagare 110 milioni di dollari per lo stesso motivo. Secondo i media Usa, la nuova sentenza è la più pesante emessa contro l’azienda, che è oggetto di ben 2.400 cause pendenti che l’accusano di non aver messo in guardia contro i rischi di cancro legati all’uso dei suoi prodotti, in particolare la sua ‘baby powder’.

Precedentemente, sempre di fronte al tribunale di St. Louis in Missouri, l’azienda fu condannata in tre diverse cause a pagare un totale 197 milioni di dollari, pur affermando di avere simpatia per la donna, ha annunciato che presenterà un appello: “Continueremo a difendere la sicurezza della nostra Baby Powder”, dice una nota. Rimane però sul banco degli imputati l’uso costante del talco, minerale naturale composto di magnesio, silicio, ossigeno e idrogeno.

Le due aziende hanno già fatto sapere che presenteranno appello contro la decisione e che continueranno a difendere la sicurezza dei prodotti a base di talco. Intanto, si preparano a fronteggiare migliaia di cause nei tribunali americani per presunti danni alla salute, anche se Lanzo è il primo uomo ad aver fatto denuncia: in genere a chiedere un risarcimento sono donne colpite da tumore ovarico. J&J ha ribadito di aver condotto test a tappeto per assicurare che nessuno dei suoi prodotti a base di talco contenesse polvere d’amianto

 
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