Cozze, è allarme biotossine oltre i limiti, alta pericolosità per la salute umana

Allarme biotossine per le cozze provenienti dalla laguna di Santa Gilla (Sardegna). A lanciarlo è l’Ats Assl di Cagliari, all’esito di analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna su campioni di mitili prelevati nella laguna, nell’ambito del piano di monitoraggio predisposto dall’Assessorato regionale alla Sanità. Nello specifico sono stati rilevati elevati contenuti di biotossine algali di tipo PSP, ad “alta pericolosità per la salute umana”. In questo momento la pesca da parte degli operatori autorizzati è già stata interdetta, limitatamente alla laguna di Santa Gilla.

Il rischio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili prelevati abusivamente dalla laguna possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso “canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza”.

Nell’uomo i sintomi, che spesso sono confusi con infezioni di origine batterica o virale, compaiono in genere, da trenta minuti a 12 ore dal pranzo e si manifestano con diarrea, nausea, vomito e dolori addominali. Alcune di queste tossine sono precursori di lesioni tumorali. Nessun trattamento con alte o basse temperature è in grado di inattivare la tossina; quindi né cibo fresco, né cibo cotto, né  cibo surgelato è sicuro se non è stato precedentemente controllato.“

 
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