Fumo di terza mano, le particelle tossiche anche nei luoghi dove non si fuma

E’ ben noto che i composti tossici derivanti dal fumo di terza mano (Second-hand Smoke, SHS) si accumulano su oggetti e superfici negli ambienti dove viene consumata la sigaretta, oltre che sugli abiti e sulla pelle dei fumatori. Più recentemente è stato dimostrato che la nicotina si deposita sulle superfici, persistendovi per settimane o mesi, e può reagire con composti gassosi normalmente presenti negli ambienti confinati, formando sostanze scarsamente volatili che possono depositarsi negli ambienti indoor e sul mantello cutaneo (fumo di terza mano, Third-hand Smoke, THS).

Dunque, mentre l’esposizione a SHS risulta dall’inalazione involontaria del fumo ‘attivo’, l’esposizione a THS deriva dall’inalazione, dall’ingestione o dall’assorbimento dermico involontario degli inquinanti presenti nell’aria, nella polvere e sulle superfici. Uno studio appena pubblicato sulla rivista “Tobacco control” ha dimostrato che i figli di genitori fumatori, anche quando non esposti a SHS, presentano residui di nicotina sulla superficie della mani la cui concentrazione è significativamente associata ai livelli salivari di cotinina.

La presenza di nicotina sulle mani è quindi un marker di esposizione a fumo passivo e potrebbe essere conseguente all’esposizione a THS. Resta da chiarire quanto SHS e THS contribuiscono all’esposizione generale al fumo passivo ed in che modo possono influire sulla salute dei bambini per individuare le più efficaci strategie di prevenzione ed i controllo ambientale.

Effetti altamente nocivi del fumo di terza mano. Le sostanze prodotte con la combustione e immesse nell’aria di uno spazio chiuso rientrerebbero nella categoria del fumo passivo: dotate di un effetto cancerogeno legato alla capacità di queste molecole di alterare il Dna.C hi fuma diviene dunque pericoloso per se stesso e per la salute di chi vive in casa con lui. Il fumo di terza mano è in grado di depositarsi su tende, tappeti, mobili, suppellettili e indumenti. E’ quanto dimostato dai test di laboratorio condotti negli Stati Uniti, dal National Lawrence Berkeley Laboratory, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Clinical Science.

Lo studio spiega che alcune delle sostanze derivate dal fumo che si vanno a depositare sulle superfici, interagiscono con le molecole dell’aria creando un mix tossico che include composti in grado di danneggiare il Dna fino a provocare tumori. I test condotti sui topi hanno dimostrato che a 40 settimane dall’ultima esposizione gli animali hanno mostrato un’aumentata incidenza di cancro ai polmoni.

Il fumo di terza mano è un insieme di composti che permane a lungo nell’ambiente, e che mischiandosi con altri inquinanti dell’aria dà origine a sostanze in alcuni casi cancerogene. Bambini e anziani sono particolarmente vulnerabili a questo residuo di nicotina: i primi perché sono spesso a contatto con tappeti e altre superfici “impregnate”; i secondi, perché sono più vulnerabili.

Così, se fino a questo momento si era quasi certi che gli adolescenti prendessero confidenza con le sigarette per adeguarsi a uno status sociale, “oggi sappiamo che non sempre i figli si allontanano dai comportamenti di un genitore: questo studio dimostra l’esatto contrario, anche se non è ancora chiaro se esista un meccanismo epigenetico a regolare il fenomeno di emulazione”, afferma Alessandro Oliva, responsabile del centro per il trattamento del tabagismo dell’ospedale Mauriziano di Torino.

Alla luce di quanto detto è auspicabile che le nuove conoscenze possano facilitare l’instaurarsi di una maggiore consapevolezza sociale, familiare, genitoriale e di chi si occupa dell’infanzia, rispetto ai pericoli di questo insidioso fumo di terza mano, in particolare per i più piccoli. Sarà comunque fondamentale che la ricerca ci aiuti anche a individuare protocolli e detergenti per pulizie efficaci per risanare i luoghi contaminati (anche anni prima) e acquisire delle regole comportamentali nuove e specifiche per i fumatori. Questo se, nonostante le drammatiche evidenze, non riescono proprio a smettere!

 
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