Lupus eritematoso sistemico, colpite 5 milioni di persone nel mondo: cause e sintomi

Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia cronica autoimmune, dovuta ad una attivazione incontrollata del sistema immunitario che comporta un’infiammazione dei tessuti dell’organismo. Il LES può interessare qualsiasi organo e apparato, determinando sintomi e quadri clinici differenti da paziente a paziente. La malattia è generalmente caratterizzata dall’alternarsi di periodi di acuzie e periodi di remissione, con relativo benessere per il paziente.

A esserne colpite sono soprattutto le donne, con un rapporto di 9 a 1 rispetto ai maschi. La malattia presenta una predisposizione genetica ma non è definibile come ereditaria e raramente è presente in più membri della stessa famiglia. La maggiore incidenza si verifica tra i 20 e i 45 anni, ma può esordire anche nell’infanzia o nell’età avanzata. Nel mondo si stima che le persone colpite da Lupus Eritematoso Sistemico siano più di 5 milioni, mentre in Italia più di 60mila, con una prevalenza assoluta nelle giovani donne.

Di questa patologia invalidante ancora poco conosciuta, per cui al momento non esistono cure farmacologiche risolutive e per la quale uno degli scogli e’ una diagnosi tempestiva, si parlerà durante delle iniziative organizzate dal Gruppo LES Italiano – Onlus in tutta Italia e anche al XXI Congresso Nazionale del Collegio dei Reumatologi (CReI), a Roma dal 10 al 12 maggio, dove l’attenzione sarà focalizzata in particolare su lupus e gravidanza.

Cause. La complessità del lupus eritematoso sistemico non permette di individuare un’unica causa e l’eziopatogenesi è sicuramente multifattoriale. Ad innescare la malattia contribuiscono una combinazione di fattori genetici, ambientali (esposizione al sole, infezioni, stress importanti, alcuni farmaci) e ormonali, che concorrono all’“iperattivazione” del sistema immunitario alla base delle manifestazioni della malattia. Nelle persone che soffrono di LES il sistema responsabile della difesa dell’organismo non solo produce anticorpi che hanno la funzione di sconfiggere gli agenti infettivi, ma produce degli anticorpi in eccesso, diretti contro la cellule e i tessuti sani dell’organismo (autoanticorpi). Tali autoanticorpi contribuiscono a determinare l’infiammazione e il danno di diversi organi.

Sintomi. L’esordio e l’evoluzione della malattia lupica è differente nei diversi pazienti. I sintomi variano molto tra le persone affette e dipendono dall’organo colpito dalla malattia. All’esordio, i sintomi più comuni sono spesso disturbi non specifici e presenti in molte altre condizioni, come stanchezza e malessere generale. In molti casi c’è una febbre intermittente o continua, calo di peso e perdita dell’appetito.

Tra i sintomi specifici del LES le manifestazioni più comuni sono quelle cutanee e articolari. In particolare le manifestazioni cutanee sono spesso indotte dall’esposizione solare e sono caratterizzate da eritemi (cute arrossata ed infiammata) in particolare a livello del naso e delle guance (eritema “a farfalla”), ma che possono coinvolgere diverse parti del corpo, fotosensibilità (l’esposizione al sole che causa o peggiora la reazione cutanea e/o la malattia), ulcerazioni delle mucose del naso e della bocca. I dolori articolari nel LES possono essere da lievi e migranti a intensi e associati a gonfiore delle articolazioni interessate, in un quadro di artrite.

Il coinvolgimento degli organi interni è indice di una malattia più severa, che può dare dolore toracico, come segno di pleurite (infiammazione del rivestimento del polmone) o pericardite (infiammazione del rivestimento del cuore), può colpire i reni (con nefrite, per cui va prestata attenzione a pressione alta, presenza di sangue nelle urine, gonfiore alle gambe e ai piedi) o il sistema nervoso centrale (mal di testa intenso, disturbi della memoria, problemi della visione, attacchi ischemici, cambiamenti nel comportamento, come depressione e attacchi di ansia, epilessia).  Altri segni d allarme possono essere il riscontro di anemia o di riduzione delle piastrine. Generalmente la malattia inizia lentamente con nuovi sintomi che si manifestano nell’arco di settimane, mesi o anche anni.

 
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