Troppa igiene può favorire la leucemia nei bambini

La leucemia e’ il tipo di tumore piu’ frequente nei bambini (32.6%), e il cancro e’ la seconda principale causa di morte nei bambini, seconda solo agli incidenti. Nonostante la ricerca abbia portato a grandi risultati negli ultimi anni, molte forme di leucemia rimangono incurabili, o implicano terapie dolorose o molto rischiose per i pazienti. Uno studio britannico mette in guardia dalla lotta spasmodica ai microbi nel primo anno di vita.

“La maggior parte dei casi di leucemia infantile è probabilmente prevenibile evitando che i bambini, nel primo anno di vita, siano eccessivamente protetti dal punto di vista igienico”. E’ quanto afferma uno studio britannico condotto da Mel Greaves, dell’Institute of Cancer Research di Londra, secondo cui bisognerebbe al contrario favorire il contatto del bebè con gli altri in modo da stimolare correttamente lo sviluppo del sistema immunitario.

“Una parte dei casi di leucemia infantile è probabilmente prevenibile“ evitando che i piccoli nel primo anno di vita siano eccessivamente protetti dal punto di vista igienico, favorendo il contatto con gli altri, in modo da stimolare correttamente lo sviluppo del loro sistema immunitario. Lo ha dichiarato Mel Greaves dell’Institute of Cancer Research a Londra, autore di un ampio studio sulla leucemia linfoblastica acuta che colpisce un bimbo ogni 2000.

Lo scienziato, rispondendo a BBC Health, ha evidenziato un legame diretto tra l’eccessiva igiene e il rischio di malattia. Ma attenzione, Greaves ha sottolineato che i genitori di un bimbo che ammalato di leucemia non devono in alcun modo sentirsi colpevoli della sua malattia, non devono essere criminalizzati. Insomma, non è che l’igiene portata agli eccessi provoca la leucemia del bambino, la leucemia c’è sempre stata e si scatena per cause sconosciute, si è vista solo una coincidenza ricorrente o poco più con le misure igieniche nel primo anno di vita. La leucemia linfoblastica acuta del bambino è una rara forma di tumore dalle cause ancora ampiamente sconosciute che colpisce nel midollo osseo le cellule immunitarie che ci proteggono dalle infezioni. È la forma più comune di tumore pediatrico, rappresenta circa un terzo di tutti i casi di tumore dei bambini.

Nel lavoro, la revisione di 30 anni di ricerche sul tema pubblicata sulla rivista Nature Reviews Cancer, Greaves spiega che il tumore ha origine in tre fasi: alla base c’è un errore nel Dna del bambino che presumibilmente si genera durante lo sviluppo uterino, a questo punto subentra eventualmente il ruolo dell’eccessiva protezione dai microbi nella primissima infanzia, alla fine una infezione che fa da innesco e scatena la malattia. Ipotesi. Nel suo studio Greaves cita ad esempio il fatto che la malattia è più frequente tra i bambini delle società ricche e che è meno frequente tra i bimbi che vanno al nido e hanno fratelli grandi che li espongono ai germi. Va ribadito, però, che non è l’eccessiva igiene in sé a causarla, più semplicemente Greaves incoraggia i genitori è di essere meno scrupolosi e favorire il contatto sociale del neonati con i bambini più grandi.

 
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