Patate verdi e con germogli: ecco perchè sono tossiche per l’organismo

Quando le patate germogliano o quando inverdiscono il loro contenuto di solanina tende ad aumentare molto, e l’ingestione di questi tuberi in quantità elevate può pprovocare disturbi di intossicazione come vomito, battito cardiaco accelerato, difficoltà respiratorie e disturbi digestivi. Naturalmente le doosi variano da individuo a individuo.

La soluzione ideale sarebbe quella di non consumare le patate germogliate o  inverdite, e particolarmente di non farle consumare a bambini, anziani o persone già indebolite da situazioni sanitarie complesse.  Se le patate immagazzinate tendono  a germogliare verificatele frequentemente eliminando tutti i germogli  nascenti. Di solito non germogliano se vengono conservate al buio.

Patate con germogli, i rischi della solanina. E’ utile, dunque, consumare le patate eliminando la parte esterna o non consumarle affatto quando mostrano germogli prolungati ed una superficie corrugata. La colorazione verde, inoltre, è dovuta ai raggi del Sole. Si tratta di un altro fattore di rischio da prendere in considerazione e da evitare conservando i tuberi in luoghi freschi ed asciutti, magari in sacchi di tela, oppure in contenitori di legno come le cassettine o sacchetti di carta.

Dopo che si è verificato in Germania un caso di intossicazione da solanina (un’evenienza comunque rara), in seguito a un pasto a base di patate, l’Istituto tedesco per la Stima del Rischio (BfR) ha indicato dettagliatamente, in un parere appositamente rilasciato, le condizioni che possono aumentare il rischio d’intossicazione da solanina, un alcaloide presente nelle solanacee ed in particolare nelle patate (principalmente nelle bucce).

In effetti l’intossicazione da solanina si verifica in seguito all’ingestione di un’elevata quantità del detto glico-alcaloide, la cui dose massima accettabile è solitamente ritenuta di 25mg/Kg. I sintomi dell’intossicazione da solanina sono vari, ma i più frequenti sono quelli lievi, come ad esempio un leggero bruciore alla gola.

Come riferisce il Professor Andreas Hensel direttore del BfR: ‘Sebbene siano stati riportati e documentati, negli ultimi 100 anni, solo alcuni casi di avvelenamento provocati da piatti di patate, le patate verdi e fortemente germogliate non dovrebbero essere consumate per evitare rischi per la salute’.

Sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche su questo argomento il BfR ha ricavato un valore limite definito NOAEL (livello al quale non si osservano sintomi sfavorevoli), pari a 0,5 mg/kg di peso corporeo, per giorno. Tale valore, è indicato, corrisponde alla più alta dose alla quale non siano stati osservati effetti indesiderati sulla salute. Chiaramente il rischio di ingerire una quantità eccessiva di solanina dipende anche da quanto tale glico-alcaloide è presente nelle patate fresche dove, come viene riportato dal BfR, non dovrebbe essere presente in dose maggiore di 100 mg per ogni chilogrammo di peso fresco. In tal senso viene precisato che finora il livello massimo ritenuto sicuro era invece di 200 mg/Kg di peso fresco.

Nei casi più lievi e quindi più frequenti di avvelenamento umano da solanina, i sintomi sono nausea, dolore di stomaco, vomito e diarrea, a volte accompagnata da febbre. Nei casi più gravi viene indicato dal BfR ‘si può avere una diminuzione dello stato di coscienza e molto più raramente una perdita di conoscenza, insieme con disturbi alla funzione cerebrale, respiratoria e del sistema cardiovascolare’. ‘Pochi casi di avvelenamento mortale’, viene precisato, ‘sono riportati nella letteratura (medica) e nessun caso di morte per avvelenamento da glico-alcaloidi è stato riportato negli ultimi 50 anni’.

Inoltre viene evidenziato che pochi casi di avvelenamento sono stati riportati e documentati complessivamente negli ultimi 100 anni. Comunque a causa dell’assenza di sintomi specifici, specialmente nel caso di avvelenamenti meno gravi, il numero reale degli intossicati da solanina potrebbe essere molto maggiore, sebbene non rilevato.

In questo caso, il parere rilasciato dall’Istituto tedesco per la Stima del Rischio (BfR) segue un caso di avvelenamento che ha interessato una famiglia tedesca nel novembre 2015, dopo il consumo di patate da tavola che avevano un elevato contenuto di glico-alcaloidi.

Date le sopraindicate dosi massime di glico-alcaloidi non in grado di provocare effetti avversi (NOAEL), stimate dal BfR, viene anche indicato che il contenuto di glico-alcaloidi nelle patate non dovrebbe mai superare i 100 mg/kg di peso fresco di patate. E’ utile però sottolineare che molti siti internet segnalano per tale livello di rischio un valore più basso e pari a 25mg/Kg.

In ogni caso il BfR ha suggerito a scopo preventivo che vengano effettuati regolari monitoraggi del livello di glico-alcaloidi nelle patate in commercio, per arrivare ad una più precisa quantificazione del livello più frequente di tali sostanze nelle patate commercializzate. Fino a tale momento, viene precisato, i dati forniti (e riportati in questo articolo) devono essere intesi come delle semplici previsioni orientative dei livelli ritenuti più frequenti.

Far mangiare patate agli animali domestici. Che siano germogliate oppure no, questo non fa alcuna differenza quando a mangiarle sono i nostri fedelissimi animali domestici. Per loro si tratta di un vero e propio veleno quindi state molto attenti a non lasciarle incustodite perchè i nostri amici non sanno distinguere ciò che è salutare per loro da cio che non lo è.

E’ difficile decidere a priori se la patata germogliata si possa mangiare oppure no. se dovessi dare una risposta “secca” direi di sicuro che è meglio utilizzare la politica di acquistare sempre alimenti “freschi” e possibilmente cercare quelli che vengono prodotti vicino a noi.
Non è sempre possibile seguire questi dettami quindi nel caso si sia in presenza di patate germogliate, il mio consiglio è quello di controllare se i germogli sono molto lunghi e se la “pelle” volgarmente chiamata “buccia” è molto invecchiata.

Una soluzione potrebbe essere quella di tagliare a fondo la buccia della patata in modo da togliere la maggiore quantità di solanina possibile visto che questa sostanza nociva si concentra soprattutto nella pelle. ovvio che se potete buttarle sarete ancora più tranquilli e in ogni caso il consumo di patate germogliate non deve entrare assolutamente nelle abitudini di vita quotidiana. Per concludere potremmo dire che è giusto stare attenti a quello che si mangia ma senza diventare paranoici!

 
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