Scoperta la molecola che annienta il virus del raffreddore

Il raffreddore potrebbe avere le ore contate, scoperta una molecola capace di combattere il raffreddore, un’infezione contro la quale al momento non esiste alcuna arma. I primi test, descritti sulla rivista Nature Chemistry, sono stati condotti su cellule umane e mostrano che la molecola impedisce al virus di invadere le cellule.

Il virus del raffreddore è stato finora così difficile da combattere perché ha moltissime varianti e si evolve molto rapidamente: due caratteristiche che rendevano impossibile trovare una molecola capace di contrastarle tutte. La soluzione è arrivata scegliendo un nuovo bersaglio: non il virus del raffreddore, ma la proteina che lo aiuta a invadere le cellule. Bloccare la proteina, come fa la nuova molecola, significa quindi bloccare il virus.

Dopo i test sulle cellule, la prossima tappa sarà “la sperimentazione su modelli animali”. Se il composto risulterà efficace sui topi, bisognerà dimostrare che è sicuro. “Quindi si potrà passare ai primi test sugli umani, ma ci vorranno molti anni”, ha aggiunto. “Per i giovani e per chi è in buona salute, il raffreddore non è certamente gradevole, ma non c’è rischio di vita. E’ invece diverso il caso di chi soffre di asma, enfisema, bronchiti o fibrosi cistica: in questi casi – ha osservato Solari – anche un banale raffreddore può provocare gravi conseguenze, che potrebbero portare anche al ricovero in ospedale”. La molecola, indicata con la sigla Imp-1088, funziona inoltre contro altri virus, ‘parenti’ di quello del raffreddore, come quello della poliomielite e dell’afta epizootica.

Il virus del raffreddore (che nella maggior parte dei casi appartiene alla famiglia dei rinovirus) può presentarsi in centinaia di forme diverse. Il nostro sistema immunitario non ha la capacità di riconoscerle tutte e anche i vaccini, allo studio dagli anni ’50, vengono aggirati facilmente. Si potrebbe pensare a un farmaco capace di minacciare il microbo direttamente. Ma con la sua capacità di replicarsi rapidamente, il bacillo diventerebbe subito resistente, sviluppando delle strategie per eludere l’attacco delle medicine. I ricercatori inglesi – impegnati in ben altre indagini: cercavano un rimedio contro la malaria – hanno notato che alcune delle molecole che stavano studiando al computer potevano offrire un approccio nuovo alla lotta contro il naso chiuso. Anziché attaccare direttamente il virus del raffreddore, è possibile infatti rubare al microbo gli “attrezzi” che lui usa per assemblare la sua discendenza.

 
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