Tiroide, 6 milioni di italiani con problemi

La Settimana Mondiale della Tiroide si celebra dal 21 al 27 maggio 2018. Lo scopo della manifestazione è sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scientifico sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide, con particolare riguardo all’azione preventiva della iodoprofilassi.

Sempre più persone soffrono di disturbi della tiroide, una ghiandola endocrina essenziale nella regolazione del metabolismo basale e dal cui malfunzionamento derivano svariati sintomi a carico del cuore, delle ossa, della pelle, del cervello e di organi come il fegato e i reni. Per il benessere della tiroide è di estrema importanza effettuare controlli frequenti che permettano di formulare una corretta diagnosi e di valutare la terapia più idonea con un endocrinologo.

È noto che le disfunzioni della tiroide sono molto più frequenti nelle donne, che negli uomini, il rapporto può essere anche di 8 a 1, per alcune di esse. Inoltre, nella vita di una donna ci sono momenti nei quali è particolarmente importante che la tiroide funzioni al meglio: si tratta di fasi che possono essere definite di transizione: il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, la gravidanza e lo sviluppo della menopausa.

Tiroide è energia. Questa ghiandola così piccola e che produce però un ormone importantissimo per tutto il corpo, la tiroxina, è la centralina che regola l’energia dell’organismo. Questo il messaggio lanciato in occasione della settimana mondiale della tiroide (www.settimanamondialedellatiroide.it), con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 21 al 27 maggio, con screening e incontri informativi.  “La tiroide – spiega Paolo Vitti, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (Sie) – svolge una serie di funzioni vitali come regolazione del metabolismo, produzione di calore, controllo del ritmo cardiaco, sviluppo del sistema nervoso, accrescimento corporeo, forza muscolare e molto altro”.

Sono oltre sei milioni in Italia le persone che hanno un problema alla tiroide e la patologia più diffusa è la tiroidite di Hashimoto che, come spiega il presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) Vincenzo Toscano, “è un’infiammazione cronica autoimmune che può presentarsi a tutte le età. Molto subdola è la forma post-partum che, condizionando l’umore e il benessere della neo-mamma, viene frequentemente scambiata per depressione e non trattata”.

I campanelli di allarme di una ridotta funzione della tiroide sono piuttosto subdoli, come facile affaticamento, tono depresso dell’umore, anemia e caduta dei capelli. “Questi sintomi – aggiunge Toscano – sono comuni a molte altre patologie ed è quindi importante creare cultura e sensibilità su questa ghiandola per poter fare diagnosi precoci”. Esiste poi anche una malattia della tiroide da eccesso di funzione, l’ipertiroidismo. Il modo più efficace per prevenire le malattie della tiroide è assumere iodio in quantità adeguate: questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei. Lo screening per le malattie tiroidee è importante, ma secondo gli esperti non deve essere indiscriminato. Come spiega il presidente dell’Associazione Italiana tiroide (Ait), è giustificata e importante “una sorveglianza in gravidanza e nei neonati”

 
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