Virus dengue si trasmette anche per via sessuale

Il virus dengue si potrebbe trasmettere anche per via sessuale. Uno studio dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) “Lazzaro Spallanzani” di Roma, ha rilevato per la prima volata la presenza del virus nel liquido seminale di un italiano guarito da una recente infezione e appena rientrato da un viaggio in Thailandia.

I test sono stati eseguiti presso il laboratorio di virologia dell’Istituto mediante tecniche di biologia molecolare su un uomo di 50 anni che nel gennaio 2018 è tornato dalla Thailandia in Italia dopo 9 giorni dalla diagnosi di infezione da virus Dengue. I sintomi che avevano allarmato il paziente erano di stato febbrile associato ad astenia e artralgia per 8 giorni.

Il virus Dengue è normalmente trasmesso dalle zanzare del genere Aedes e ad oggi, precisa l’Istituto, «non è stata mai dimostrata la trasmissione sessuale dell’infezione». Tuttavia, nel 2016 un altro virus della stessa famiglia, il virus Zika, ha dimostrato capacità di trasmissione per via sessuale oltre che attraverso la puntura della zanzara.

I risultati di questo studio confermano dunque che il virus Dengue può persistere e replicare nel liquido seminale, “evidenziando implicazioni per una potenziale trasmissione sessuale e per le eventuali misure di sorveglianza da adottare in paesi, quali l’Italia, in cui l’infezione non è endemica”.

ZIKA: PRESENZA DEL VIRUS NELLO SPERMA DOPO SEI MESI DAI SINTOMI

Lo studio sulla persistenza del virus Zika nei fluidi corporei ha mostrato per la prima volta che un uomo continua ad essere positivo allo sperma test per Zika virus anche sei mesi dopo l’insorgenza dei sintomi. I campioni di siero, urine, saliva e sperma sono stati raccolti in modo prospettico al fine di rilevare la presenza del Zika un virus in tali liquidi: il test a 91 giorni è stato positivo per l’urina, saliva e campioni di sperma. A 134 giorni risultava positivo solo un campione di sperma e lo stesso a 188 giorni.  Studi precedenti avevano dimostrato che il virus Zika era stato rilevato nello sperma fino 62 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

I risultati di questo studio confermano che il virus può persistere nel liquido seminale con implicazioni per la potenziale trasmissione sessuale. Sottolinea inoltre la necessità di raccomandare ai pazienti affetti di astenersi da attività sessuali o di usare il preservativo per almeno sei mesi. Considerando poi  che  l’80% dei casi da virus Zika sono asintomatici,  saranno necessari  altri studi per approfondire la persistenza in uomini asintomatici e i rischi potenziali per la trasmissione sessuale, oltre alla definizione di misure di screening accurati per l’analisi dello sperma crioconservato nelle banche biologiche.

in Italia sono state ad oggi 61 le diagnosi di infezione da Zika contro i 1111 in Europa (dati ECDC) e in tutti casi si tratta di viaggiatori tornati da paesi ad alto tasso di trasmissione del virus attraverso la zanzara Aedes.  “L’INMI Spallanzani è impegnato a studiare patogenesi, virologia ed epidemiologia del virus Zika, oltre che alla cura delle persone colpite. Ci sforziamo di comprendere per quanto tempo i pazienti rimangono positivi al virus dopo il loro recupero e quali potrebbero essere le conseguenti implicazioni sulla salute pubblica”, evidenzia Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto. “E’ molto lodevole il contributo che i pazienti garantiscono ai nostri studi aiutandoci ad approfondire per quanto tempo il virus può persistere nel liquido seminale.”

 
Condividi questo articolo: 




Altre Notizie