Allarme 118, con numero unico 112 a rischio vita pazienti

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“L’Europa non ci ha chiesto di sostituire il numero di emergenza 118 con il 112 ma di affiancarlo. Invece l’Italia ha istituito il numero unico (112) e nello smistamento delle telefonate si perde tempo prezioso nel soccorso salva-vita. Bruxelles non ha neppure chiesto di spendere soldi pubblici per le costosissime Centrali uniche di risposta”.

La denuncia arriva dal presidente nazionale della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli. “Come negli altri Paesi Ue, torni ai cittadini la possibilità di accesso diretto al Sistema di Emergenza Territoriale 118”.

“In caso di arresto cardiaco improvviso, che uccide circa 8 italiani all’ora, per ogni minuto che passa dall’insorgenza dell’evento si perde mediamente il 10% di possibilità di ripristino della circolazione spontanea”, sottolinea Balzanelli. E aggiunge: “Chi di noi è disponibile, per un solo minuto perso nelle operazioni di doppio passaggio tra 112 e 118, in quei momenti terrificanti, a cedere quel 10% di possibilità di tornare a vivere?”.

“Si è ritenuto, a più riprese, di smantellare, nel nome di innovazioni inesistenti, la concezione di Sistema salvavita, tempo dipendente, a disposizione h24, 365 giorni/anno, di 60 milioni di italiani”, evidenzia Balzanelli. A parlare sono i fatti: “Si impegnano risorse risibili rispetto al volume complessivo della spesa sanitaria nazionale, chiudendo centri di responsabilità quali le centrali operative di questi sistemi ipercomplessi, scambiandole per meri ‘call center’, per veri e propri rispondifici telefonici. Si è completamente e volutamente dimenticata l’opportuna e strategica dimensione provinciale dei Sistemi 118, sancita dal Dpr del 27/3/1992 peraltro tutt’ora in vigore, tarata sulla reale complessità di gestione capillare e più qualitativa possibile dei soccorsi a livello dei territori, delle centinaia di unità di personale assegnato, tra medico, infermiere e autista-soccorritore, delle risorse tecnologiche e di parco mezzi da governare”.

Il presidente sottolinea che la direttiva comunitaria europea 91/396/Cee sancisce che il numero unico 112 per l’emergenza viene introdotto “parallelamente ad ogni altro numero nazionale esistente per tali chiamate”. L’Europa, quindi, definisce chiaramente un modello operativo: l’introduzione parallela del 112 rispetto a tutti gli altri numeri nazionali esistenti per le chiamate di emergenza.

Un modello che ha il vantaggio di non comportare volumi di spesa particolarmente elevati, considerando che ciascun Paese dispone già delle proprie reti nazionali di accesso telefonico dedicato per le varie emergenze, a cui rispondono direttamente i sistemi specifici istituzionalmente responsabili della gestione delle diverse tipologie di emergenze.

Balzanelli chiede un confronto di tutte le istituzioni dei servizi di emergenza affinchè venga fatta una valutazione tra i tempi di intervento dei mezzi di soccorso quando la richiesta di aiuto arrivava direttamente al 118, e i tempi attuali con la Centrale Operativa del 112 che smista, l’intervento alla Centrale Operativa del 118.