Dalla scuola all’ambiente domestico, così aumenta il rischio di traumi ai denti

Scuola, ambiente domestico, sportivo e stradale sono le sedi dove con maggiore frequenza avvengono eventi traumatici e, allo stesso tempo, luoghi dove è possibile mettere in atto idonee misure d’informazione e prevenzione. Campagne di informazione attraverso tutti gli strumenti utilizzati da genitori e ragazzi, ma anche attività di prevenzione nelle scuole e nei centri sportivi sono gli strumenti indicati come indispensabili. Dentisti, medici del pronto soccorso ed i pediatri i professionisti coinvolti.Ministero che invita i sanitari a prestare maggiore attenzione verso pazienti che hanno subito questo tipo di traumi anche per valutare eventuali conseguenze dovute a situazioni di abusi o maltrattamenti.

Infortuni che sono aumentati negli ultimi anni, e che colpiscono dal 6,1% al 62,1% dei bambini in età prescolare e dal 5,3% al 21% in età scolare. A indicarlo sono le Linee guida per la prevenzione dei traumi dentali in età evolutiva, pubblicate sul sito del ministero della Salute. Solo il 4% dei medici, si legge, fornisce all’inizio un trattamento appropriato per questo tipo di lesioni, che possono andare dalla lacerazione della mucosa alla rottura del dente alla frattura della mandibola. Se si rompe il dente o esce fuori, è bene conservarlo perchè ci sono buone probabilità di rimpiantarlo se è stato conservato per massimo 2-3 ore in soluzione fisiologica, latte o saliva.

Questi traumi non vanno sottovalutati dal medico, perchè possono nascondere situazioni di abuso sul minore, e quindi l’odontoiatra può avere un ruolo di ‘sentinella’. Fino a 14 anni l’ambiente più rischioso è il soggiorno, dove si verifica il 74,6%. Nella prima infanzia, l’inizio della deambulazione è il momento più frequente per i traumi dentali, così come sono più a rischio di cadute i bambini obesi e quelli che hanno l’abitudine di succhiare il pollice o il ciuccio. A scuola invece i traumi più frequenti sono dovuti all’abitudine di mordere la penna, trattenere in bocca oggetti di cancelleria, liti e le cadute durante le attività sportive e ricreative.

Nelle scuole, indica il documento, dovrebbero esserci sempre presidi di primo soccorso per intervenire tempestivamente, e gli insegnanti andrebbero formati. Sul fronte sportivo ci sono alcuni sport più a rischio di traumi dentali, come pallacanestro, pallavolo, calcio, rugby, equitazione, nuoto (per le scivolate a bordo piscina), ginnastica artistica e l’andare in bicicletta, skateboard, monopattino o pattini. La raccomandazione in questo caso è di utilizzare caschi, paradenti o maschere facciali a seconda dell’attività sportiva.

La maggior parte della letteratura scientifica oggi disponibile, viene evidenziato, “sottolinea che la conoscenza delle corrette procedure da seguire in presenza di un trauma dentale è spesso insoddisfacente sia da parte dei genitori/caregiver, del personale scolastico e sportivo sia di quello sanitario. Infatti, alcuni studi indicano che solo il 4% dei medici fornisce, in una fase iniziale, un trattamento appropriato”.

Le line guida hanno quindi come obiettivo quello di fornire raccomandazioni e indicazioni evidence- based sulla prevenzione e gestione immediata del trauma dento-alveolare nei pazienti in età evolutiva ed un’attenta valutazione delle conseguenti implicazioni medico legali.Il documento fornisce strategie di prevenzione dei traumi dentari e di educazione alla salute, il protocollo di primo soccorso nel trauma dentale, come certificare il trauma dentale come individuare il trauma dentale a seguito di maltrattamenti ed abusi.

 
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