Emorroidi, ecco i rimedi naturali per combatterle

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Quello delle emorroidi è un problema più frequente di quanto si possa pensare. Le emorroidi costituiscono la patologia anale più frequente, tanto che si stima colpiscano almeno una volta nella vita circa il 90% della popolazione. In realtà i sintomi caratteristici di questa malattia  sono comuni a diversi disturbi proctologici, spesso erroneamente etichettati come emorroidari.

Per questo motivo la diagnosi di emorroidi spetta esclusivamente ad un medico, che dev’essere preventivamente contattato per assicurarsi che sintomi apparentemente banali non nascondano patologie più importanti. Tra i sintomi più comuni della patologia emorroidaria vi sono sanguinamento, prurito, prolasso, gonfiore e secrezione. Tuttavia in alcuni casi le emorroidi possono risultare del tutto asintomatiche.

Il sanguinamento, presente in circa l’80% dei casi, è senza dubbio il disturbo più frequente. Generalmente compare in una forma lieve che richiama l’attenzione del malato per la presenza di striature rosse nelle feci o per la fuoriuscita di qualche goccia di sangue negli istanti che seguono la defecazione. L’emorragia proveniente dal colon è caratterizzata da una colorazione rosso scura, mentre quella rettale e anale, tipica delle emorroidi, si distingue per un colore più intenso (rosso vivo).

Il prurito e la sensazione di fastidio e bruciore nella zona anale sono altri sintomi molto comuni in chi soffre di emorroidi. Non si tratta generalmente di un dolore molto intenso ma di un senso di pesantezza a livello ano-rettale, una sorta di disagio fastidioso con cui molto spesso il paziente convive in silenzio.

L’esordio della patologia avviene in molti casi sotto forma di segnali piuttosto lievi, come la presenza di tracce di sangue sulla carta igienica. Con il passare del tempo tali problemi possono evolversi in una forma più grave, rimanere inalterati o regredire definitivamente.

Negli stadi avanzati il problema assume connotazioni più gravi, trasformandosi in un disagio particolarmente invalidante che interferisce anche con le normali attività quotidiane come il camminare o l’andare in bicicletta.

Rimedi naturali contro le emorroidi

Elicriso (Helichrysum angustifolium) il suo olio essenziale è costituito principalmente da acetato di nerile, che in un prodotto contro le emorroidi conferisce proprietà antinfiammatorie ed analgesiche. L’elicriso, inoltre, è noto per la proprietà antiedemigena (indicato per la sindrome emorroidaria): agisce come decongestionante e diminuisce il dolore. Quest’azione potrebbe essere potenziata da altre piante come cipresso, rusco e centella (droghe vasoattive), o aloe (attività antinfiammatoria).
In questo caso l’elicriso è inserito in una formulazione ad uso interno, ma potrebbe essere presente anche in una crema o in una pomata per uso topico.

Centella (Centella asiatica) e rusco (Ruscus aculeatus) rappresentano i capostipiti delle droghe a saponine, utilizzate nel trattamento di disturbi venosi come le emorroidi. Sono due piante dotate di spiccate attività capillarotrope e vasocostrittrici: agiscono a livello dei vasi arteriosi con azione vasoprotettrice ed antinfiammatoria. L’asiaticoside della centella e la ruscogenina del rusco agiscono in sinergia aumentando la resistenza dei capillari, e diminuendo la capillarità e gli stravasi di sangue.

Vitamina E. Assumere vitamina E è un terzo rimedio per emorroidi veloce che può appunto alleviare velocemente il dolore e prurito alle emorroidi. In caso di emorroidi, tuttavia, la vitamina non va presa per via orale. Il contenuto della capsula di vitamina E va applicato direttamente sulla zona interessata. Per ottenere i migliori risultati, si dovrebbe farlo almeno due volte al giorno.

Nonostante si consideri un numero ristretto di piante, come in questo caso, l’azione espressa dalle stesse risulta molto efficace, poiché i principi attivi non comportano tossicità intestinale e non provocano irritazione, se non nei soggetti sensibili. Un prodotto ad uso interno agisce direttamente sulle cause che scatenano il disturbo, aumentando la resistenza delle pareti venose, diminuendo la permeabilità del plesso emorroidario, contrastando dolore ed infiammazione, e riducendo la dilatazione delle vene.