Migranti, Tunisia: “Profondo stupore per le frasi di Salvini”

Salvini: “La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti”.

Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri di Tunisi che oggi “ha ricevuto l’ambasciatore italiano per informarlo del grande stupore” per le dichiarazioni di Matteo Salvini che “non riflettono la cooperazione tra i due paesi nel campo della gestione dell’immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno”.

“Non mi sembra che in Tunisia ci siano guerre, pestilenze o carestie”, spiega ancora Salvini confermando che querelerà Roberto Saviano “non da ministro ma da uomo” perché “non voglio far annegare le persone”. Occorre buonsenso, continua il Ministro degli Interni, quello degli sbarchi e dell’accoglienza di centinaia di migliaia di “non profughi” non può continuare ad essere un problema solo Italiano. O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie.

Nell’incontro con l’ambasciatore italiano a Tunisi, “il nostro Paese ha ribadito la sua volontà di continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due paesi”, prosegue la nota del ministero tunisino, postata su Facebook.

Ricordando le frasi di “Salvini, in Sicilia, in cui ha sottolineato che ‘la Tunisia, paese libero e democratico non manda in Italia gentiluomini, ma spesso e volentieri galeotti’, la nota sottolinea che “il ministro degli Interni italiano ha incaricato” l’ambasciatore “di comunicare alle autorità tunisine che le sue dichiarazioni sono state riportate fuori dal contesto e che è pronto a sostenere la cooperazione” con Tunisi.

Già ieri erano emerse preoccupazioni da parte di Tunisi. Secondo una fonte anonima del ministero degli Affari sociali tunisino che aveva rilasciato una dichiarazione al giornale ‘Le Quotidien’, in concreto non si ha un piano preciso per far fronte ad un rimpatrio massiccio degli emigrati. Non c’è” nessuno strumento concreto, “tranne il Progetto pilota di reinserimento economico e sociale per i migranti di ritorno”. Il Progetto partito il primo luglio del 2017 e destinato a concludersi il 28 febbraio del 2019 che, ricorda il giornale, punta a migliorare le condizioni per i rientri ma volontari degli emigrati tunisini in Tunisia in coordinamento con le autorità competenti e la società civile.

 
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