Obesità infantile, in Gb Stop con gli snack e dolciumi alle casse dei supermercati

Stop ai dolci, gli snack e il cosiddetto ‘junk food’ venduto vicino alle casse dei supermercati, presto sarà vietato nel Regno Unito. Lo prevedono le nuove proposte governative per dimezzare l’obesità infantile entro il 2030. Lo annuncia il governo britannico, delineando un divieto in piena regola al riguardo, nel quadro della campagna avviata un anno fa contro il dilagare dell’obesità infantile e giovanile nel Paese.

L’obiettivo, ha spiegato alla Bbc il ministro della Sanità, Jeremy Hunt, resta quello di dimezzare il numero di bambini obesi entro il 2030, in particolare in Inghilterra. Di qui un nuovo pacchetto di misure per scoraggiare il cosiddetto ‘junk food’, in aggiunta ad altre formalizzate di recente.

“Vogliamo dare più potere ai genitori di fare scelte salutari” per i loro figli, ha rimarcato Hunt, promettendo, oltre alla stretta nei supermercati, pure restrizioni più severe sulla pubblicità di prodotti ad alto contenuto di zuccheri in tv e sul web, nonché l’obbligo d’indicare il ‘peso calorico’ dei cibi nei menu dei ristoranti.

L’obesità infantile resta un rilevante problema di salute pubblica e mostrano variabili importanti da Paese a Paese. A distanza di 10 anni dalla prima rilevazione europea, si osserva che la prevalenza di sovrappeso e obesità si è ridotta in Grecia, Italia, Portogallo e Slovenia, tende alla riduzione in Irlanda e Spagna, è stabile in Belgio, Repubblica Ceca e Norvegia, mostra una tendenza all’aumento, talora per sottogruppi della popolazione infantile (per genere) in Lituania, Lettonia e Bulgaria.

Per quanto, sottolineano gli esperti, il dato italiano sia migliorato, la prevalenza di sovrappeso e di obesità tra i bambini di 6-9 anni del nostro Paese resta tra le più alte in Europa: maschi 42% in sovrappeso dei quali 21% obesi; femmine 38% in sovrappeso 38% delle quali 14% obese. I dati vengono forniti dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Il lavoro da fare è ancora molto: se l’obesità è il prodotto di familiarità, abitudini alimentari incongrue e scarso movimento, “appare evidente che il problema non è iniziare precocemente una dieta ipocalorica ma aiutare il ragazzo a modificare il proprio stile di vita”, sottolineano gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

L’approccio ritenuto più corretto è rappresentato dallo stimolo al movimento – sport aerobico e movimento spontaneo – associato a una corretta alimentazione. Su quest’ultimo fronte i pediatri consigliano di: iniziare la mattina con una buona colazione; prevedere due spuntini, uno a metà mattina e uno il pomeriggio , preferibilmente a base di frutta; mangiare verdura a pranzo e cena; scegliere nei pasti principali un solo alimento con la lettera P (pasta o pane o patate).

 
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