Oxfam, agenti Francesi maltrattano e cacciano bimbi

Minori non accompagnati anche di 12 anni continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali verso l’Italia, da parte della polizia francese, una volta superata la frontiera di Ventimiglia. È la denuncia contenuta nel nuovo rapporto Se questa è Europa, diffuso oggi da Oxfam.

Il rapporto – si legge in una nota per la stampa in lingua inglese dell’Ong con base in Gran Bretagna – è intitolato “Nowhere but Out” (Da nessuna parte se non fuori), “descrive come la polizia francese di routine fermi i bambini non accompagnati e li metta su treni diretti in Italia dopo averne alterato i documenti per farli apparire più grandi o facendo sembrare che vogliano tornare”. Secondo Oxfam, “i bambini raccontano di maltrattamenti fisici e verbali subiti, di detenzioni per la notte in celle senza cibo né acqua né coperte e senza poter accedere a un guardiano ufficiale: tutte cose contrarie alle leggi francesi e dell’Unione europea”.

Il documento afferma anche – si legge nella nota – “che il sistema di accoglienza burocratizzato e sovraccaricato dell’Italia lascia rifugiati vulnerabili a vivere, invisibili, in condizioni di pericolo”. Oxfam descrive presunti casi specifici, come di guardie di frontiera che tagliano le suole delle scarpe dei bambini o tolgono loro le sim dei telefonini. O di una giovanissima ragazza eritrea costretta e ritornare alla frontiera di Ventimiglia lungo una strada senza marciapiede con in braccio il suo neonato di 40 giorni.

Elisa Bacciotti, che dirige le campagne di Oxfam Italia, citata nel comunicato, dichiara: “Bambini, donne e uomini che fuggono da persecuzioni e guerre non dovrebbero patire ulteriori abusi per mano delle autorità francesi e italiane. In troppi casi, carenza di servizi basilari e di informazioni nel sistema di accoglienza italiano mette le persone in situazioni precarie e pericolose. Persone con il semplice desiderio di chiedere asilo in Paesi dove vivono i loro familiari vengono ostacolati a ogni passo”, conclude Bacciotti. Oxfam ricorda come almeno 16.500 migranti, di cui un quarto è composto da bambini, hanno passato la frontiera francese a Ventimiglia nei nove mesi fino all’aprile scorso.

Minori non tutelati, donne con bambini lasciate in balia di un destino improbabile, procedure poliziesche applicate in modo miope, agende politiche dettate dall’umore della gente a sua volta eccitato da ideologie rancorose. In questa situazione complessa l’impegno di tutte le istituzioni deve essere volto ad applicare e rispettare realmente le regole di civile convivenza che fanno parte, queste sì, del nostro patrimonio nazionale ed europeo”. “Ciò che accade a Ventimiglia così come in altri luoghi di frontiera non può essere affrontato o compreso se non allargando lo sguardo. Le attuali politiche di esternalizzazione, il contrasto ai cosiddetti movimenti secondari, l’assenza di adeguate condizioni di accoglienza costringono le persone ad affrontare situazioni lesive dei loro diritti e a mettere a rischio la loro vita – conclude

Anna Brambilla di Asgi – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è già intervenuta in passato affermando che gli Stati membri non possono effettuare una sorveglianza delle frontiere interne con effetti equivalenti alle verifiche di frontiera. Nonostante questo, attraverso la proroga dei controlli alle frontiere interne o in applicazione di accordi di riammissione antecedenti il Sistema Schengen, Francia, Svizzera e Austria continuano a respingere verso l’Italia i minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo. Sebbene anche i Giudici francesi si siano già pronunciati sull’illegittimità di tali prassi, il comportamento delle forze di polizia non cambia. Allo stesso tempo il clima politico attuale non fa che alimentare preoccupanti fenomeni di intolleranza e razzismo che contribuiscono a rendere ancora più drammatica la condizione di migliaia di persone costrette, nelle zone di frontiera così come in altri luoghi, a vivere in condizioni di abbandono materiale analoghe a quelle che in altri casi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha considerato costituire un trattamento inumano e degradante”.

La risposta di Oxfam, Diaconia Valdese, Asgi a Ventimiglia Oxfam, Diaconia Valdese a Asgi attraverso l’unità mobile del progetto Open Europe, da settembre del 2017 hanno soccorso circa 750 migranti, arrivati a Ventimiglia, di cui il 20% di minori stranieri non accompagnati, attraverso la distribuzione di kit di prima necessità ai tanti costretti a vivere all’aperto lungo il greto del fiume Roja, identificando i casi di abuso soprattutto verso i soggetti più vulnerabili. Fornendo, là dove necessario, assistenza legale per presentare ricorso verso il decreto di respingimento a supporto di un’eventuale richiesta di protezione internazionale. E dando informazioni sui servizi presenti sul territorio e i rischi connessi all’attraversamento della frontiera italo-francese.

 
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