Quando finisce un amore: ecco alcune strategie per i cuori infranti

Cosa fare quando finisce un amore? La fine di una relazione ci costringe a compiti impegnativi, come spazzolare via dal cuore l’amore perduto, raccoglierlo in una busta di nylon e riporlo da qualche parte. Realizzare il distacco, lasciare andare l’altro, “disattivarlo” nel nostro mondo interiore. Uno studio guidato da Sandra Langeslag, direttrice del Neurocognition of Emotion and Motivation Lab dell’Universita’ del Missouri-St.Louis, ha identificato tre strategie per i cuori infranti.

Prima fra tutte (la più intuitiva) distrarsi, pensare a qualcosa che ci fa stare bene ed e’ estraneo al nostro ex partner. Come i nostri cibi preferiti. Poi, rimuginare sugli aspetti negativi legati al nostro ex (come un’abitudine giudicata particolarmente fastidiosa) e infine la rivalutazione dell’amore: convincersi cioè di affermazioni come “è giusto amare qualcuno con cui non sto più insieme”, insomma ‘accompagnare’ il sentimento anziché contrastarlo.

Tutte e tre queste strategie sono state proposte in uno studio guidato da Sandra Langeslag, direttrice del Neurocognition of Emotion and Motivation Lab dell’Universita’ del Missouri-St.Louis, a 24 persone, tra 20 e 37 anni, che avevano avuto una relazione a lungo termine che si era conclusa, in media di 2 anni e mezzo.

Quando finisce un amore. Studi sullo stress mostrano che la perdita è l’evento più logorante della vita, ci rende vulnerabili emotivamente, addirittura più esposti a malattie e incidenti. È in grado di provocare dolore fisico. Un organo direttamente coinvolto, guarda caso, è proprio il cuore.

Secondo alcune ricerche il costo del divorzio sul piano fisico ed emotivo può addirittura essere maggiore di quello imposto dalla morte del coniuge, perché il “lutto” per qualcuno che è vivo è ancora più complicato da superare. Un legame importante che si spezza ci porta in effetti a vivere un lutto. Quando perdiamo qualcuno di speciale, perdiamo anche parti di noi. È come uno strappo, una sorta di amputazione emotiva che ci costringe a dover vivere senza quel nostro pezzo.

Come affrontiamo questa esperienza dipende da molte cose, ad esempio da quanto eravamo preparati, dalle risorse interne, dall’aiuto esterno, dalla storia personale. Non tutti siamo vulnerabili allo stesso modo, e non sempre noi stessi reagiamo ugualmente al dolore. Ma il pedaggio da pagare per le separazioni è in genere sempre doloroso.

Esercizi per elaborare il dolore

1) Con forbici immaginarie tagliare i ‘Perchè?’ dai pensieri. Con facilità colonizzano la nostra mente, diventano i tormentoni delle nostre giornate, ci bloccano nella necessità di trovare risposte che non possiamo trovare. Ad un certo punto occorre accettare ciò che è, liberarci e aprire a nuove soluzioni. Perchè mi ha lasciato? deve diventare Mi ha lasciato, non ho capito per quale motivo ma è un fatto, ora devo pensare a cosa fare della mia vita.

2) Non copriamo o mascheriamo il dolore, deve trovare canali di sfogo, a volte la paura lo congela. Meglio mettere in conto, accogliere i momenti iniziali di forti emozioni anche di smania per l’ex. Non pensiamo da subito di essere in grado di andare avanti, di cambiare improvvisamente la nostra realtà emotiva. Diamoci tempo. Anche per decisioni importanti.

3) Consideriamoci convalescenti, prendiamoci cura di noi stessi. Facciamo qualcosa per guarire ogni giorno: trovando supporto negli altri, scegliendo di fare cose, tenendosi occupati, non aspettando l’umore giusto per agire, chiedendo aiuto se ne sentiamo il bisogno.

4) Occhio alle relazioni di rimbalzo, all’utilizzo cioè di altre persone per riempire quel vuoto immenso lasciato dalla relazione passata. Le storie di passaggio possono lenire a breve ma un dolore non elaborato non ci permette di diventare partner completamente impegnati.

5) Prepariamoci a cambiare: in qualche modo bisogna auto-riprogrammarci.

 
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