Sergio Costa, vietare le bottiglie plastica negli edifici pubblici

Vietare le bottiglie e le confezioni di plastica negli edifici pubblici: è la proposta avanzata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, al Consiglio ambiente Ue in corso a Lussemburgo.

Il ministro Costa ha preso la parola nell’ambito del dibattito avviato dal Consiglio Ue sulla revisione della direttiva acque potabili in base alla proposta presentata dalla Commissione europea il primo febbraio scorso. La bozza, che ha l’obiettivo di rendere l’acqua dal rubinetto più sicura e accessibile, e i cittadini più consapevoli per risparmiare su bollette e bottiglie di plastica, prevede modifiche delle regole per i materiali da costruzione a contatto con l’acqua potabile che la Commissione suggerisce di modificare per motivi di mercato interno.

Acqua, in Italia va mantenuto il monitoraggio pubblico sui privati. L’intervento del ministro Costa si è focalizzato in particolare sul dibattito avviato dal Consiglio Ue sulla revisione della direttiva acque potabili, in base alla proposta presentata dalla Commissione europea il primo febbraio scorso. La bozza, che ha l’obiettivo di rendere l’acqua dal rubinetto più sicura e accessibile, e i cittadini più consapevoli per risparmiare su bollette e bottiglie di plastica, prevede modifiche delle regole per i materiali da costruzione a contatto con l’acqua potabile che la Commissione suggerisce di modificare per motivi di mercato interno. “Per l’Italia – ha dichiarato Costa – l’acqua non è soggetta al mercato unico perché è bene comune”. In questo quadro, occorre quindi che venga effettutato il monitoraggio pubblico “sui privati”, ha detto il ministro.

L’Europa ha già deciso di inserire nella direttiva la messa al bando di piatti, bicchieri di plastica, cannucce, cotton fioc e aste per i palloncini, cioé tutti quegli articoli di plastica facilmente sostituibili con materiali alternativi. Per poterli vendere dovranno essere prodotti con materiali che si dissolvono nell’ambiente. È anche già stato deciso di ridurre il consumo di quei materiali che non hanno valide alternative. L’obiettivo finale è comunque tagliare il consumo della plastica.

 
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