Zanzare infette, con la forza del vento si prevede il loro spostamento

Capire, grazie a dati biologici e del clima, come le zanzare possano spostarsi da una parte all’altra e, in questo modo, cercare di anticipare il rischio di eventuali focolai di malattie che vengono da loro trasportate. Questo è l’obiettivo di un modello che è stato sviluppato da alcuni ricercatori dell’Università Complutense di Madrid i cui risultati sono stati pubblicati su Plos One.

L’analisi è stata testata sui flussi che vengono principalmente dal Nord Africa alla Spagna. Lo strumento ha un approccio che, secondo gli studiosi, è sufficientemente efficace per osservare se in un giorno specifico una corrente del vento può spostare i vettori da un determinato territorio a un altro. Il modello consente di simulare il movimento di piccoli insetti con la capacità aerodinamica di essere trascinati dal vento. Si tratta dei Culicoides (insetto che porta il Virus della lingua blu tra i ruminanti o il Virus della peste equina) o piccole zanzare di genere Culex (vettori di encefalite giapponese o filariasi) o Aedes(vettori di Dengue, Zika, Chikungunya, Febbre gialla).

“Questo modello ha aggiornamenti quasi in tempo reale, mantenendo così sempre un sistema di allerta in modo che quando una regione infettata da un virus viene attraversata da una forte corrente di venti, veniamo informati quasi al momento della probabilità che un vettore infetto possa essere trasportato in un’area priva di infezioni”, spiega Eduardo Fernández Carrión, uno degli autori dello studio.

Dietro una puntura d’insetto non si celano solo prurito e fastidio. Non sempre le zanzare sono innocue. A testimoniarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità: le patologie trasmesse da «vettori» – come, appunto, gli insetti – costituiscono più del 17% delle malattie infettive e sono la causa di oltre un milione di decessi ogni anno. In Europa la situazione è relativamente sotto controllo, ma è vietato abbassare la guardia. A testimoniarlo è l’iniziativa «VectorNet», lanciata dall’Efsa, la European Food Safety Authority, e dall’Ecdc, lo European Center for Disease Control. Un progetto per la raccolta di dati sugli insetti e sui loro agenti patogeni in Europa allo scopo di monitorare e prevedere la diffusione di molte malattie.

Molte patologie tropicali emigrano in Europa: colpa anche del clima che cambia: Spiega Franck Berthe, responsabile dell’Animal and Plant Health Unit all’Efsa: «Zanzare, moscerini e zecche sono tra i “vettori” principali». Spesso si tratta di ematofagi, che ingeriscono microorganismi pericolosi ogni volta che si nutrono del sangue di un ospite infetto (umano o animale), e poi, al pasto successivo, lo inoculano in un nuovo ospite. L’esempio principe è la malaria, causa di oltre 600 mila decessi l’anno. Ma, se questa, in Europa, è pressoché inesistente, a preoccupare sono molte altre: si calcola che nel nostro continente, soprattutto nei mesi estivi, quasi 80 mila persone vengono colpite da patologie portate da insetti.

«Un esempio è la Dengue. Sono recenti i casi in Croazia, Francia e Portogallo. È un virus che si propaga attraverso la puntura di zanzare come quella tigre. Nonostante siano native delle zone tropicali e subtropicali del Sud-Est asiatico, in 20 anni hanno invaso molti Paesi e sono presenti stabilmente in Italia, Sud della Francia, Spagna e Grecia», spiega lo studioso. In Italia, poi, e soprattutto in Veneto, si sono registrati anche focolai di Febbre del Nilo, altra patologia da considerare con attenzione, perché il «vettore» – la zanzara comune – vive in 18 dei 28 Stati dell’Ue.

«Il clima – continua Berthe – sta subendo un cambiamento radicale. Specie considerate esotiche sono ora in grado di insediarsi nelle regioni temperate. E il loro tasso di introduzione è in aumento a causa della sempre maggiore circolazione delle merci e delle persone». Diverse sono le strategie per porre un freno a questa avanzata. La prevenzione resta la migliore arma: se da un lato è irrealistico invertire il cambiamento climatico, dall’altro lato è necessario un sistema in grado di intercettare la presenza della malattia sin dall’inizio in modo da evitare il diffondersi del contagio. Non solo. Prevedendo lo spostamento dei «vettori», è anche possibile concentrare i controlli nelle zone più a rischio.

È proprio questo il caso di «VectorNet»: il suo database punta a tracciare una mappa dei contagi in costante aggiornamento, premessa fondamentale per tenere la situazione sotto controllo. «Tutto questo sarà possibile – sottolinea Berthe – analizzando una serie di variabili, dagli spostamenti delle persone alle variazioni delle temperature. Contiamo di arrivare già nel giro di un anno a creare una mappa dettagliata a livello europeo della localizzazione dei tanti “vettori” e di tutte le patologie in corso».

Un’idea, quella del monitoraggio, nata dallo studio del virus di Schmallenberg, malattia che tramite alcuni tipi di moscerini colpisce bovini e ovini. Conoscendone il «vettore», l’Efsa è riuscita a prevedere in modo accurato l’evoluzione della patologia e a contrastarla. Merito, prima di tutto, di alcuni modelli matematici.

 
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