Attacchi di panico in estate, come affrontarli

Estate, periodo di relax e riposo? Per certi versi sicuramente sì: vacanze, gite al mare e in montagna ci aiutano a staccare la spina e dimenticare gli impegni quotidiani. Nonostante questo, però, proprio nei mesi più caldi si verifica un aumento nella frequenza degli attacchi di panico, che riguardano un numero sempre maggiore di persone.

In che cosa consistono, di preciso, gli attacchi di panico? Come mai in estate tendono ad aumentare? Come affrontarli? Prosegui nella lettura per scoprire di più.

Le alte temperature, l’umidità, l’afa e l’inquinamento, specie nelle grandi città, possono favorire fenomeni di depersonalizzazione o derealizzazione dando vita a quella catena di interpretazioni che innesca, il circolo vizioso dell’ansia fino a sfociare in veri e propri attacchi di panico. L’esperienza comune dell’asfalto surriscaldato che sembra quasi squagliarsi, rappresenta un buon esempio di come questi fenomeni atmosferici possono causare tutta una serie di manifestazioni che possono essere interpretate come minaccie per la propria salute psico-fisica. Non dimentichiamo  che in estate, con il caldo,  l’afa e l’umidità aumentano i tassi di anidrite carbonica CO2 che, come è risaputo, ha un ruolo rilevante negli inneschi degli  attacchi di panico e nei disturbi d’ansia in generale.

Ovviamente, per le persone non predisposte ai disturbi d’ansia o agli attacchi di panico l’aumento di queste sensazioni “fastidiose” provocate dal caldo e da altri fenomeni meteorologici  rappresentano  solo fattori sgradevoli o di  disturbo,  ma difficilmente si attribuisce alle stesse  un significato catastrofico o di minaccia. Al contrario, persone predisposte che manifestano una intensa risposta di allarme in relazione alle sensazioni somatiche reagiranno con preoccupazione mettendo in atto tutta una serie di dinamiche che contribuiscono ad aggravare la problematica.

Queste persone manifestano una marcata ansia anticipatoria rispetto al clima che li attenderà ( ad esempio, prestano particolare attenzione alle previsioni metrologiche) e alle possibili conseguenze minacciose che questo comporta. Persone con questa “vulnerabilità” hanno una spiccata tendenza ad essere assorbiti dai propri stati interni nel tentativo (infruttuoso) di controllare la eventuale presenza di sensazioni che possono far presagire un pericolo o una minaccia per la propria salute; questo continuo scannerizzare il proprio corpo ( body cheek) paradossalmente aumenta la probabilità di selezionare ( attenzione selettiva)  sensazioni che, con ogni probabilità, verranno interpretate come segnale di uno stato di minaccia, innescando, a circolo vizioso le dinamiche descritte da Clark.

Le alte temperature, il caldo, l’umidità e l’afa, aumentando  ed esaltando queste sensazioni minacciose ( debolezza, sudorazione, fame d’aria, sbandamento, tachicardia etc.) costituiscono fattori di rischio per le persone già predisposte. La messa in atto di evitamenti e comportamenti protettivi ( ad esempio, evitare di prendere la metropolitana, frequentare luoghi affollati o mezzi pubblici etc.)  impedisce a queste persone di smentire l’ipotesi catastrofica circa la pericolosità di queste sensazioni confermando sempre le previsioni infauste. La presenza di fattori stressanti come la stanchezza ( si aspetta di andare in vacanza dopo tanti mesi di lavoro) o l’insonnia dovuta al caldo possono contribuire a rendere gli attacchi di panico e i disturbi d’ansia in generale  ancora più marcati.

La medicina alternativa nel trattamento dell’attacco di panico. Non pensiate che l’approccio complementare sia costituito da armi spuntate e prive di efficacia. Si tratta, naturalmente, di utilizzare medicine e rimedi “diversi”, per loro natura, da quelli farmacologici.

Ecco alcune delle principali piante ad azione ansiolitica:

– Valeriana officinalis. È una pianta perenne che cresce nei luoghi umidi, nei boschi e nei prati montani.
Contiene un olio essenziale (costituito da acido valerianico, valerianato di bornile, aldeide valerianica), resine e tannini. La Valeriana è una delle piante salutari più note alla medicina popolare e ufficiale: molte moderne ricerche scientifiche hanno riconosciuto alla radice proprietà sedative in caso di disturbi nervosi, isterismo, stati d’ansia, palpitazioni cardiache e insonnia. Prendere una tazzina di infuso al bisogno.

– Melissa officinalis. È una pianta erbacea perenne che si trova in luoghi freschi e ombrosi in tutta Italia, dalla zona mediterranea a quella montana. Contiene un olio essenziale (costituito da citral, citronellal, linalolo e geraniolo), resine e sostanze amare. Ha proprietà antispasmodiche, ansiolitiche e antinevralgiche. Viene definita “il fiore della serenità”. Si utilizza in infuso (0,5 g in 100 ml d’acqua).

Citrus aurantium. È una pianta legnosa alta fino a cinque metri che cresce nelle regioni meridionali dell’Italia. I suoi principi attivi sono costituiti da un olio essenziale, esperidina e limonina. È utilizzata per le sue proprietà leggermente sedative e antispasmodiche. Risulta utile nell’insonnia dei bambini e nelle somatizzazioni d’ansia.Può essere assunta in infuso (2 g in 100 ml d’acqua) o in tintura (20 g in 100 ml d’alcool a 70°).

Biancospino (Craetagus monogyna). È una pianta diffusa in tutta Italia, dalle dimensioni di un arbusto fino a quelle di un albero.
I suoi principi attivi sono contenuti nei fiori e nelle foglie (crategina, acido clorogenico, sapogenine e flavonoidi). Regola il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa, avendo la particolarità di ridurre la pressione se questa è alta e di aumentarla nei casi d’ipotensione. Esercita una buona azione sedativa sugli ipertesi. Nell’antichità, presso i Romani e i popoli cristiani, era considerata la panacea di tutti i mali. Si adopera in infuso (1 g in 100 ml d’acqua) e in tintura (20 g in 100 ml di alcool a 60°).

Tiglio (Tilia tomentosa). È un albero alto fino a venticinque metri che cresce spontaneo nella zona submontana e montana delle Alpi.
Contiene diversi principi attivi, dalle mucillagini ai tannini e un olio essenziale contenente farnesolo e il glucoside tiliacina.
È noto per le proprietà sedative, ipotensive, antispastiche e lenitive. Viene utilizzato frequentemente per conciliare il sonno.
Si adopera l’infuso (2 g in 100 ml d’acqua – due o tre tazze al giorno) o tintura (20 g in 100 ml d’alcool).

 
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