Bere Caffè allunga la vita, la mortalità cala del 12%

Bere caffè allunga la vita, anche quando se ne consuma tanto. Lo ha scoperto uno studio pubblicato da Lancet Internal Medicine, secondo cui la mortalità cala del 12% anche in chi è più sensibile agli effetti della caffeina.

I ricercatori dello U.S. National Cancer Institute hanno studiato i dati di quasi 500 mila britannici, sottoponendoli a questionari sul consumo di caffè e a un test genetico. Un terzo dei partecipanti beveva da due a tre tazze al giorno, mentre 10 mila superavano le otto. I soggetti, tra 40 e 69 anni, sono stati seguiti per dieci anni, periodo in cui sono morti circa 15 mila partecipanti.

Il minor rischio, spiegano gli autori, riguarda tutti i consumatori di caffè, indipendentemente dalla quantità, ed è stata trovata anche in chi ha la variante del Dna che rende più lento il metabolismo della caffeina. “Non è chiaro come il caffè possa influire sulla longevità – spiegano gli autori – questa bevanda contiene oltre mille composti, inclusi molti antiossidanti, che potrebbero proteggere le cellule”. Fra queste, precisano, non c’è la caffeina, visto che diverse ricerche precedenti hanno trovato gli effetti anche per chi beve decaffeinato.

Nel 2012, il “National Institutes of Health-AARP Diet and Health Study” ha analizzato il rapporto tra consumo di caffè e la mortalità generale. L’ente ha scoperto che la quantità di caffè consumato si correla negativamente con il rischio di morte, ovvero, coloro che bevono caffè vivono più a lungo rispetto a quelli che non lo consumano.

Tuttavia gli autori hanno osservato: “solo da questi studi, non è possibile valutare se si tratti di un risultato casuale o se l’esito sia il frutto di un meccanismo ben specifico ed ancora sconosciuto”.

Uno studio simile, con risultati analoghi, è stato pubblicato dal “New England Journal of Medicine”, nell’anno 2012. I ricercatori della “Harvard School of Public Health” hanno condotto una sperimentale di circa 22 anni; al termine, hanno dichiarato che:

“Il caffè può esercitare potenziali effetti benefici per la salute, ma è assolutamente necessario svolgere più ricerca al fine di approfondirne i meccanismi che regolano questa correlazione”.

La meta-analisi del 2014 ha messo in evidenza che il consumo di caffè pari a 4 tazze/die (caffè americano) è inversamente associabile alla mortalità GENERALE (con un rischio inferiore del 16% rispetto a chi non beve caffè); in particolare, la mortalità cardiovascolare si riduce del 21 % nei soggetti che ne assumono circa 3 tazze/die. La mortalità per cause tumorali NON ha mostrato alcun tipo di correlazione statistica.

I risultati sono comunque contraddittori o controversi, sia sul fatto che il caffè possa esercitare dei benefici specifici per la salute, sia per quanto riguarda gli effetti potenzialmente nocivi del suo consumo. Le conclusioni sono poco specifiche e piuttosto complicate da differenziare per: età, sesso, stato di salute e porzioni.

Inoltre, non è chiaro se chi non beve caffè lo faccia a causa di complicazioni salutistiche pre-esistenti; ad es, probabilmente di tipo cardiovascolare. In conclusione, prima di confermare l’ipotesi che chi beve caffè vive più a lungo, è necessario approfondire ulteriormente la ricerca scientifica in tutte le variabili che fin ora non sono state esaminate accuratamente

 
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