Estate, difficoltà a respirare bene, consigli per affrontare i mesi più caldi dell’anno

Per il nostro apparato respiratorio, ma soprattutto per quello di chi soffre di patologie legate alla respirazione, l’estate è una stagione dai due volti. Da una parte un volto piacevole, caratterizzato dall’attenuazione delle allergie che scoppiano durante la stagione primaverile. Dall’altra un volto comunque meno piacevole, che presenta problemi anche di una certa gravità connessi con le alte temperature dell’aria estiva.

Normalmente, la termoregolazione del corpo avviene specialmente tramite sudorazione, ma questa è ostacolata sempre di più in clima via via più afoso. Ciò avviene in quanto, se l’aria contiene una alta percentuale di umidità, ogni processo fisico di evaporazione (come la sudorazione) viene ostacolato, rendendo così più difficile il processo automatico dell’organismo di controllo della temperatura. In queste condizioni, viene aumentato il livello di espulsione di vapore con la respirazione, e ciò rende il respiro stesso più gravoso.

Ma ci sono altri fattori che aggravano la difficoltà di respiro da afa. Per esempio, nelle grandi città, in assenza di forte vento, nell’aria si accumulano livelli pericolosi di inquinanti, prodotti dalle combustioni dei motori degli autoveicoli. Questi composti, a causa dell’alta temperatura reagiscono con l’acqua presente nell’aria e producono acidi pericolosi, che entrano poi nelle vie respiratorie.

L’inalazione di questi prodotti acidi è dannosa per tutti, ma soprattutto per gli asmatici e le persone affette da patologie respiratorie ostruttive (BPCO) – e peggio ancora se sono anche cardiopatici affetti da insufficienza ventricolare e/o ipertensione polmonare da insufficienza valvolare. L’inalazione dei gas che si producono nelle città in presenza di afa e forte traffico veicolare è veramente pericolosa e dannosa, potendo nei casi peggiori scatenare crisi di asma o peggiorare gravemente una crisi respiratoria di origine cardiaca. Un altro temibile effetto dell’afa nei grandi centri urbani è la tendenza alla formazione di ozono causata dai raggi ultravioletti e dagli ossidi prodotti dai motori degli autoveicoli.

Mentre l’ozono, nella stratosfera (a 10-40 km di altezza) ci protegge dai raggi ultravioletti nocivi (UVB), negli strati bassi dell’atmosfera, la cosiddetta “troposfera” (l’aria che respiriamo), è presente solo in basse concentrazioni nell’aria. Nei periodi estivi, le particolari condizioni di alta pressione, le elevate temperature e la scarsa ventilazione favoriscono il ristagno e l’accumulo degli inquinanti e, inoltre, il forte irraggiamento solare innesca una serie di reazioni fotochimiche, che determinano concentrazioni di ozono più elevate rispetto al livello naturale nell’aria che respiriamo.

Inoltre, i cardiopatici, asmatici o meno, possono avere un considerevole aggravio di lavoro cardiaco di pompa (per garantire una sufficiente circolazione di sangue ossigenato dai polmoni) e nei casi peggiori, quando sono esposti a forte afa, specialmente se vivono in una grande centro urbano dove l’aria è inquinata, essi rischiano bruschi e gravi peggioramenti della situazione cardiocircolatoria. Tutti questi problemi sono notevolmente ridotti nelle località in riva al mare o in zone non metropolitane.

Insomma, i problemi respiratori rischiano di presentarsi in maniera fastidiosa anche nei mesi più caldi dell’anno, quelli di luglio e agosto

I cinque consigli per respirare meglio. Ecco i consigli per chi vive in città, soffre di patologie respiratorie croniche (anche lievi) e non ha la possibilità, nei giorni più caldi dell’anno, di recarsi al mare o in montagna, dove poter respirare aria sana e fresca.

– Evitare di uscire di casa e svolgere attività fisica all’aperto nelle ore più calde (dalle 12 alle 17)

– Vivere in un ambiente rinfrescato da un ventilatore o da un condizionatore fornito di deumificatore. Evitare le temperature troppo basse, per evitare sbalzi termici, dannosi soprattutto per chi soffre d’asma.

– Non passare in modo troppo repentino da un ambiente molto condizionato a un ambiente afoso. Il nostro corpo ha bisogno di almeno 5-10 minuti per riadattarsi alla nuova situazione.

-Ripararsi dal sole: all’aperto con un cappello leggero, di cotone o di paglia e in automobile con le tendine parasole.
Chiedere informazioni al proprio medico sugli eventuali conflitti che potrebbero sorgere tra l’esposizione al calore e i farmaci che si stanno assumendo.

 
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