Il veleno del ragno violino poteva uccidermi: testimonianza choc

80

Isabella Onofrii, di Monte Mario, ha rischiato di morire a seguito di un morso da parte di un ragno violino. Si tratta di un esemplare velenoso come pochi altri aracnidi presenti in Italia, il fatto è accaduto nei boschi di Bomarzo dove si era recata per il solstizio d’estate: “Era il 24 di giugno e avevo preso parte a questa manifestazione insieme a qualche amico. In totale, da tutta Italia, eravamo 350. Dopo cena, intorno alle 23, ci siamo seduti in quest’area all’aperto dove era in programma questo “rito” per il solstizio.

“Lì ho sentito due punture, una sotto il mento e una alla caviglia, e non mi sono accorta di nulla, pensavo mi avesse punto una zanzara, e invece”. Poi, il gonfiore al mento e alla caviglia era diventato preoccupante, estremamente grosso e doloroso, tanto che mi sono recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Gemelli, –  racconta Isabella -, dove è stata prontamente curata dall’équipe medica.

“Una dottoressa, vedendomi in quelle condizioni si è spaventata – aggiunge la ragazza – anche perché il morso del ragno violino può portare lo streptococco. Un batterio capace di infettare gli organi interni e portare disagi anche gravi a reni, cuore e polmoni. «Ho fatto dieci giorni di antibiotici, avevo forte mal di gola, sentivo un gran gonfiore dentro. Dopo la cura sono andata da un infettivologo perché avevo ancora dolore alla gola. Lo streptococco è ancora attivo».

La sua battaglia contro il morso del ragno violino, continua ancora, a tre settimane dalla puntura: «La si riconosce perché quando si gonfia, dentro è tutto nero, mentre intorno si fanno dei puntini rossi. Il nero è perché la parte è andata in necrosi la carne. Ho ancora una parte, sulla gamba in cui non si è ricreato il normale strato di pelle». Oltre al mal di gola – “che mi ha cambiato anche il timbro di voce, ora è più roco” – i disagi del veleno dell’aracnide (piccolo e giallognolo, con delle zampe molto lunghe) le hanno portato anche un’estrema sensibilità alle altre punture, quelle delle zanzare: “Quel veleno mi ha in qualche modo attivato come difesa, reagisco alle punture di insetti in modo abnorme e prima non era così”.

Il veleno del ragno violino.Il principale componente del veleno del ragno violino è la sfingomielinasi-D. Interagendo con le membrane cellulari della vittima, l’enzima innesca alterazioni che determinano l’attivazione del sistema immunitario, portando alla necrosi dei tessuti. Le variabili in gioco sono però tante. “Le diverse popolazioni di ragno violino possiedono quantità differenti di veleno – spiega Pantini, aracnologo e conservatore di Zoologia del Museo civico di Scienze Naturali di Bergamo – inoltre le conseguenze del morso dipendono dalla sensibilità individuale: per esempio, i soggetti sovrappeso sono più a rischio di sviluppare necrosi profonde”.

Nella maggioranza dei casi il morso è scarsamente sintomatico. In alcuni casi tuttavia, si arriva alla necrosi dei tessuti che può richiedere l’intervento chirurgico. Solamente in una minoranza di casi si osservano effetti sistemici potenzialmente letali. “Bisogna tuttavia notare che nella letteratura scientifica sono pochi i casi accertati” prosegue Pantini, che proprio su questo tema ha pubblicato in giugno un articolo sulla rivista Toxicon insieme ai colleghi Wolfganf Nentwig e Richard Vetter.

“Delle 38 pubblicazioni che riportavano casi di morsi, solamente 12 potevano essere attribuite senza dubbi al ragno violino” svela Pantini, che ricorda come gli unici casi finora descritti sul territorio italiano siano avvenuti a Torino e Venezia. Non figura tra questi l’episodio che nel novembre del 2015 ha portato al decesso di un’anziana signora di Catanzaro: in quel caso l’identificazione del ragno fu solamente presunta, basandosi sulla distribuzione geografica della specie.

Le abitudini notturne del ragno violino, unite a un morso di per sé non doloroso, rendono problematica l’attribuzione, gonfiando probabilmente il numero di segnalazioni. “Se avviene nel sonno, generalmente ce ne si accorge solamente la mattina successiva. Vice versa, se il morso è immediatamente doloroso, difficilmente è opera di un ragno violino” spiega Pantini.

Sebbene sia una specie di origine mediterranea, il ragno violino è una presenza abituale nelle aree urbane dell’intera penisola. Si tratta di un coinquilino elusivo e notturno, che vive negli anfratti di sottotetti, muri a secco e garage. “Anche qualora fossero molto numerosi nell’abitazione, probabilmente non vi accorgereste nemmeno della loro presenza” commenta Pantini. Di certo, non bisogna lasciarsi prendere dalle suggestioni. Ma nemmeno sottovalutare il pericolo. “Nel caso siate morsi da un ragno, portatelo a un esperto – sorride Pantini – Va bene lo stesso anche se schiacciato con una ciabatta”.