Ospedale Perugia pronto a operare Salvatore dopo appello su Fb

Hanno appreso dai mezzi d’informazione del caso del giovane milanese infortunato a una clavicola che nessuno si sente di operare e ora chirurgo vascolare e un ortopedico dell’ospedale di Perugia hanno annunciato: “siamo in grado e pronti a intervenire”.

Del caso del diciannovenne Salvatore Pezzano che aveva lanciato un appello su Facebook si è occupato il Corriere della Sera. Una grave lussazione sterno claveare subita mentre giovava a calcio, con l’osso che ora sfiora l’aorta.

Due medici dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Massimo Lenti, direttore della chirurgia vascolare, e Antonello Panti, dell’equipe di ortopedia (guidata da Auro Caraffa) si sono però detti pronti a intervenire. “Venga da noi e lo opereremo” hanno annunciato attraverso l’ufficio stampa del Santa Maria della Misericordia. I sanitari, che si sono già raccordati tra loro, si sono informati della situazione attraverso i mezzi d’informazione e hanno sostenuto di essersi occupati “anche di casi più complicati”. “Abbiamo sempre avuto – hanno aggiunto – un’ottima riuscita degli interventi. Abbiamo la competenza e l’esperienza per affrontare questo caso specifico. E – hanno concluso – siamo pronti a intervenire”.

Salvatore, il 19enne che nessuno voleva operare: “Ho speranza perché chi la perde è morto”. Uno spintone, l’infortunio mentre gioca a calcio. E a Salvatore cambia la vita per sempre. E’ virale l’appello del 19enne milanese alla ricerca di un chirurgo che accetti di operarlo per le conseguenze di una grave lussazione alla clavicola che minaccia di bloccargli l’aorta. Tutto ha inizio il 2 maggio scorso “dopo essere stato spinto da dietro alle mie spalle ed essere caduto malissimo”, racconta, “ho subito una lussazione sterno claveare (destra)”, una lussazione “rarissima – spiega -, colpisce solo l’1% delle lussazioni totali, questa lussazione ha causato gravi conseguenze sul mio corpo, la spalla si è chiusa e la scapola dietro è completamente uscita”.

Un danno che potrebbe potenzialmente avere conseguenze fatali per il ragazzo, che ora soffre di “problemi di respirazione e continui dolori legati alla postura e alla posizione anomala della clavicola”. L’osso, continua Salvo, si è “insaccato all’interno dello sterno, vicino all’arco aortico (a soli 7mm) e altri vasi sanguigni e strutture importanti”.

Un vero e proprio calvario che per il ragazzo, che sembra non finire mai: “Ho girato molti medici e ospedali a Milano e altre regioni, ma nessuno se la sente di fare questo intervento perché è rischiosissimo, oltre ad essere rarissimo, ci saranno 10 casi in tutta Italia”. Il rischio di morte, spiega Salvatore senza giri di parole, è “alto”, insieme a quello di “perdere la mobilità del braccio legati all’intervento, ma rimanere in queste condizioni essendosi posizionata la clavicola a soli 7 millimetri dall’aorta è altrettanto grave, in quanto basta un brutto colpo e ci rimango secco, non essendo salda in questa posizione”.

 
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