Pesto ritirato dal mercato per sospetta intossicazione da botulino

Intossicazione da botulino: pesto ritirato dal mercato. Il richiamo riguarda alcuni lotti di pesto confezionato per un possibile e grave rischio microbiologico e ha chiesto l’immediato ritiro. Il prodotto in questione è il pesto di finocchietto e mandorle venduto col marchio “Segreti di Sicilia” e realizzato dalla ditta Frantoi Cutrera S.r.l. nello stabilimento di Piano dell’Acqua, frazione del comune di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa.

Il richiamo riguarda sia i vasetti di pesto da 190 grammi sia quelli da 950 grammi con lotto di produzione 19077707 e data di scadenza o termine minimo di conservazione 7/2019. Il motivo del richiamo è da ricercare in una segnalazione di sospetta intossicazione botulinica. Come rende noto l’avviso del Ministero della salute, sul caso al momento sono in corso esami clinici e di laboratorio per accertare la possibile pericolosità del prodotto ritirato. L’azienda ha comunque provveduto al richiamo precauzionale di tutti i prodotti ancora sul mercato .

Nell’avviso si avverte inoltre che le foto del prodotto riportate si riferiscono a confezioni con diverso lotto rispetto a quello oggetto del richiamo in quanto quest’ultimo non è più reperibile in azienda e, dai primi controlli, neanche presso i rivenditori indicati nella lista di distribuzione. I consumatori eventualmente in possesso del pesto richiamato assolutamente di non consumarlo ma restituirlo alle Asl o al punto vendita.

Il botulino è un microrganismo anaerobio, vale a dire che si sviluppa in assenza di aria, che si può ritrovare nel suolo, nei sedimenti e nella polvere, sotto forma di spora. Gli alimenti possono venire a contatto con le spore, ma diventano pericolosi soltanto se permettono il passaggio della spora a cellula vegetativa, consentendo lo sviluppo del microrganismo. E’ infatti in questa fase che avviene la produzione delle tossine responsabili della malattia.

Gli alimenti che non permettono lo sviluppo del botulino e sono quindi sicuri, sono tutte le conserve naturalmente acide o acidificabili (per esempio la passata di pomodoro e i sott’aceto), le conserve preparate con alte concentrazioni di zucchero (marmellate e confetture) o sale (conserve alimentari in salamoia). Sono inoltre sicuri tutti quegli alimenti consumati freschi come l’insalata. Tutte le altre conserve alimentari, per essere sicure necessitano di trattamenti di sterilizzazione, che non possono essere effettuati in casa, ma soltanto a livello industriale. Per questo motivo la maggior parte dei casi di botulismo è correlata a conserve di produzione domestica e solo raramente sono implicati alimenti industriali.

Come si capisce se una persona che accusa un malore ha un’intossicazione da botulino?. In una prima fase i sintomi non sono così caratteristici e ciò purtroppo può ritardare la diagnosi. Poche ore dopo l’ingestione della tossina possono insorgere sintomi gastrointestinali, che generalmente non sono dovuti all’azione del botulino, ma di altri microrganismi presenti nell’alimento. I sintomi caratteristici del botulismo solitamente compaiono entro le circa 24-72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e consistono nello sdoppiamento della vista, difficoltà di messa a fuoco, difficoltà a tenere le palpebre aperte, dilatazione delle pupille, secchezza delle fauci e difficoltà di deglutizione, stitichezza. Nelle forme più gravi si può arrivare all’arresto respiratorio e in rarissimi casi alla morte. Non appena ci si accorge della gravità della sintomatologia occorre recarsi in ospedale.

Come ci si cura? .La tossina botulinica è uno tra i veleni naturali più pericolosi. Ne sono sufficienti dosi anche molto limitate per avere effetti potenzialmente letali. Il trattamento del botulismo è possibile soltanto previa ospedalizzazione e consiste nella somministrazione dell’antitossina e in trattamenti di supporto. Il trattamento con l’antitossina è efficace soltanto nei primi giorni dopo l’assunzione dell’alimento contaminato, in quanto agisce sulla tossina che si trova circolante a livello sanguigno e non ha azione sulla tossina che ha già danneggiato le terminazioni nervose. Anche se il recupero può essere molto lento, la malattia si risolve totalmente e tutte le terminazioni nervose danneggiate riacquistano la loro funzionalità.

 
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