Vaccini, per l’iscrizione a scuola basterà l’autocertificazione

Basterà una dichiarazione sostitutiva di vaccinazione per la prima iscrizione alla scuola dei bambini dai 0 ai 6 anni. In caso di piccoli fra 6 e 16 anni, dunque non per la prima iscrizione, resta valida la certificazione presentata per l’anno scolastico 2017-2018 se il minore non deve effettuare nuovi vaccini o richiami. Ad annunciarlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, in conferenza stampa oggi a Roma (nella foto) con il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

La modifica delle regole avverrà con una circolare interministeriale, che depotenzia dunque l’obbligo di presentare la documentazione che comprova le vaccinazioni entro il 10 luglio, termine che diventa “non perentorio” ha assicurato Grillo. La circolare emanata dal ministero della Salute e del Miur non tocca l’aspetto dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, che sarà tema di dibattito parlamentare. E’ quanto evidenziato da Giulia Grillo.

“Con questa circolare abbiamo chiarito che anche quest’anno la mancata presentazione della documentazione non comporta la decadenza” del diritto a frequentare la scuola. “La maggioranza sta lavorando a una proposta di legge e per questa ci vuole tempo, in modo da fare le cose bene. In pochi giorni questo è quello che si è potuto fare”, ha chiarito Grillo.

“La gran parte dei cittadini ha dubbi legittimi che non sono stati sciolti dalle istituzioni sui tempi di somministrazione dei vaccini, sul loro numero. Sono dubbi di chi si preoccupa del proprio bambino. Queste situazioni si risolvono solo con informazioni e con servizi vaccinali non ridotti allo stremo”, ha aggiunto in conferenza stampa. “Purtroppo nella sanità si e’ investito sempre meno e questa situazione si risolverà facilmente cambiando rotta. Le posizioni più estreme riguardano una piccolissima fetta di popolazione e lo dimostra il tasso di adesione alle vaccinazioni”.

E nessun automatismo sulla sanzione in caso di mancanza di vaccinazione: «La comminazione della sanzione amministrativa, infatti – continua la ministra – non consegue, in via automatica, alla mancata presentazione della idonea documentazione per l’iscrizione scolastica, ma rappresenta l’esito, solo eventuale, di un delicato percorso di accompagnamento al recupero, che viene avviato dall’Azienda Sanitaria con i genitori dei minori non vaccinati e che prevede lo svolgimento di colloqui personalizzati, anche con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale».

 
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