Allarme vipere, ecco cosa fare in caso di morso

In Italia è scattato l’allarme vipere. In pochi infatti sanno come comportarsi in caso di morso di un serpente velenoso e rischiano di farsi prendere dal panico in queste situazioni, rendendo tutto più pericoloso.

Per prima cosa è importante sapere che i sintomi si verificano solitamente subito dopo il morso. Per questo è fondamentale osservare bene la persona colpita per capire se l’animale è riuscito a iniettare il veleno e se si trattava davvero di un esemplare velenoso. La zona della ferita non deve essere toccata in nessun modo. Non praticate incisioni, nella speranza di eliminare il veleno e non cercate di succhiarlo via. Non utilizzate acqua insaponata sull’area del morso, nè ghiaccio.

Evitate il contatto con l’acqua e con qualsiasi altra soluzione, eliminando anche bende che potrebbero stringere la parte. La persona colpita non dovrebbe muoversi o agitarsi, ma rimanere distesa e senza mangiare nè bere.

Dopo aver capito cosa non fare è importante comprendere come agire davanti al morso di un serpente. Quando ci si rende conto di essere stati morsi bisogna immediatamente tentare di identificare il serpente, memorizzando colore, dimensioni e forma della testa. Questa operazione è utile per rendere molto più semplice e rapido il lavoro dei soccorritori e dei medici, che così sapranno quale antidoto iniettare.

Spostatevi all’ombra e togliete i vestiti che potrebbero stringere. Limitate al minimo i movimenti della persona colpita, perché un maggiore afflusso di sangue potrebbe portare il veleno in circolo nel corpo molto più rapidamente. La ferita dovrà essere pulita con molta attenzione, utilizzando una semplice benda e coprendola per evitare che si infetti. Quando la situazione si sarà finalmente stabilizzata si potranno richiedere soccorsi o trasportare chi è stato morso direttamente all’ospedale.

Le specie velenose nel nostro paese

In Italia esistono in totale sei specie di serpenti velenosi, uno è il colubro lacertino, serpente raro e dal carattere aggressivo ma non pericoloso perché ha i denti veleniferi nella zona posteriore della bocca e quindi difficilmente riesce ad inoculare il veleno in un essere umano, le altre cinque sono vipere: il marasso (Vipera berus), la vipera di Orsini (Vipera ursinii), la vipera dal corno (Vipera ammodytes), la vipera comune (Vipera aspis) e la più “giovane” vipera dei Walser (Vipera walser) riconosciuta come specie a sé giusto due anni fa.

Le vipere italiane hanno un morso che risulta fatale soltanto nello 0,1% dei casi e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dall’effetto diretto del veleno. Il veleno è un mix di proteine con un’azione principalmente emotossica, che altera quindi la coagulazione del sangue, tuttavia contiene anche neurotossine, presenti in percentuale variabile in funzione della specie e della geografia.

“Le vipere del Trentino e quelle dell’Appennino tosco-emiliano generalmente hanno un veleno più concentrato” spiega la dottoressa Francesca Assisi, del Centro Antiveleni di Milano. “In ogni caso la risposta al morso è soggettiva, dipende dallo stato di salute della persona e dalla quantità di veleno che ha in quel momento l’animale. Ad esempio è stato studiato come in habitat stressati le vipere abbiano un veleno più concentrato e di conseguenza il rischio di intossicazione sia maggiore. Se invece la vipera ha appena mangiato è probabile il cosiddetto morso secco, cioè senza veleno.”

 
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