Crollo Ponte Morandi Genova: è emergenza per gli operatori dell’autotrasporto: Assotir: “Occorrono risposte immediate”

L’autotrasporto rappresenta un settore fondamentale per l’economia italiana: per questo chiediamo allo Stato il minimo sindacale” dichiara Claudio Donati, Segretario generale di Assotir-

Con la ripresa delle attività produttive emergono forti timori e le perplessità delle categorie interessate dalle conseguenze del tragico incidente del 14 agosto scorso.

“A seguito dell’emergenza determinatasi sull’area genovese per il crollo del ponte Morandi, è indispensabile che le istituzioni, in modo concorde e coordinato, assumano con grande tempestività misure coerenti per alleviare il pesante disagio a cui l’intera realtà geografica è sottoposta” ha dichiarato il Segretario generale di Assotir, Claudio Donati.

“Nessuno si aspetta miracoli – ha proseguito Donati – ma alcune cose possono e debbono essere fatte da subito, ad iniziare dall’immediata sospensione del pagamento dei pedaggi autostradali da parte dei trasportatori sulle tratte divenute “obbligatorie” proprio a causa del dissesto delle infrastrutture. Ci sembra, inoltre, un’ottima idea, quella avanzata dal presidente della Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, di chiedere la deroga all’applicazione del Regolamento UE 561/2006, che riguarda i vincoli dei tempi di guida e di riposo dei conducenti degli autoveicoli”.

Al riguardo, giova ricordare che deroghe analoghe furono già concesse in passato dalla Commissione europea, per eventi assai meno impattanti, come ad esempio alla Gran Bretagna nel gennaio 2016, a seguito della chiusura del Forth Road Bridge, in Scozia.

“Siamo consapevoli – ha concluso Donati – che misure di questo tipo hanno una portata limitata, che non possono essere considerate in alcun modo risolutive. Al contrario, si tratta del minimo “sindacale” che, in una situazione del genere, lo Stato dovrebbe essere in grado di garantire, per rendere meno traumatica la marcia di avvicinamento all’auspicato ripristino della normalità. Tali misure dovrebbero far parte, insieme ad altre, di un pacchetto di primissimo intervento, con cui fronteggiare un trauma che, prima ancora che economico appare incidere in profondità sulla qualità di vita di tutti i soggetti, a vario titolo, coinvolti”.

 
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