L’impronta chimica smaschera il falso Grana Padano

Non avranno più tanto vita facile da oggi in poi i formaggi simil-Grana Padano Dop: è infatti stato messo a punto da un pool di ricercatori di Scienze agrarie, alimentari e ambientali del campus di Piacenza dell’Università Cattolica un nuovo metodo per scoprire facilmente le imitazioni del lattiero-caseario.

Il sistema – è spiegato in una nota dell’ateneo – si basa sull’adozione dell’analisi metabolomica, cioè nel rilevare l’impronta chimica del prodotto in modo da risalire agli ingredienti utilizzati per la preparazione del formaggio ma anche a come sono stati allevati gli animali.

“In pratica – ha spiegato il ricercatore del campus di Piacenza Luigi Lucini – si ricostruisce il ciclo di vita del prodotto con un rilevamento e analisi delle molecole, lavoro che è conosciuto come impronta chimica. Ad oggi, tramite il nostro laboratorio abbiamo effettuato giù diverse analisi di confronto e lo studio è stato pubblicato su riviste scientifiche”.

Nel commentare i risultati il docente e componente dello staff di ricerca della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali Francesco Masoero ha detto che si “fornisce la base per ulteriori studi di autenticità delle produzioni lattiero-casearie, in modo tale da fornire un sistema di tracciabilità e di autenticità delle produzioni Dop, che vedono in prima linea l’Emilia Romagna”. Il docente ha aggiunto inoltre che “il potenziale di questa tecnica analitica potrebbe essere sfruttato per proteggere il consumatore, sempre più consapevole, ed evidenziare la differente qualità dei prodotti nostrani certificati rispetto alle imitazioni estere, purtroppo sempre più diffuse sul mercato agro-alimentare”.

 
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