Respirare fumo passivo da bambini aumenta la mortalità

Anche chi non ha mai toccato una sigaretta ha un maggior rischio di morire da adulto per problemi respiratori se è cresciuto in una casa dove invece si fumava. Lo ha scoperto uno studio della American Cancer Society pubblicato dall’American Journal of Preventive Medicine.

I ricercatori hanno sottoposto a questionari sull’esposizione al fumo oltre 70mila persone che non avevano mai fumato, che avevano fra i 50 e i 74 anni all’inizio dello studio, e che sono state seguite per 22 anni. Chi viveva con un fumatore durante l’infanzia ha mostrato una mortalità aumentata del 31% per broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco) rispetto a chi non aveva fumatori in casa, un tasso che corrisponde ad un aumento di sette morti ogni centomila persone esaminate.

Anche vivere con un fumatore da adulto ha conseguenze gravi, spiegano gli autori, con un aumento del 9% della mortalità per tutte le cause, del 27% di morte per ischemia cardiaca, del 23% per ictus e del 42% per Bpco. “Lo studio – concludono – conferma la necessità di ridurre l’esposizione al fumo passivo lungo tutta la vita”.

Inoltre, i bambini che vivono in appartamento corrono un rischio di esposizione al fumo passivo il 45% in più rispetto a quelli che vivono nelle villette unifamiliari: a sostenerlo è uno studio condotto dalle Università di Harvard e Rochester, e pubblicato su Pediatrics, secondo cui a fare la differenza sarebbero le pareti in comune e i sistemi di ventilazione condivisi attraverso cui il fumo penetrerebbe.

La ricerca è stata condotta analizzando campioni di sangue di 5.000 bambini statunitensi dei quali sono stati analizzati i livelli di cotinina, un prodotto della nicotina, rilevando che il 73% dei bambini esaminati sono stati esposti al fumo passivo. I ricercatori hanno rilevato che l’84.5% dei bambini che vivevano in condomini avevano un livello di cotinina di “recente esposizione” al fumo di tabacco, rispetto al 79,6% dei bambini che vivevano in sistemi di villette a schiera e al 70,3% dei bambini che vivevano in case unifamiliari. Dopo aver aggiustato i risultati con altri fattori come povertà ed età, i ricercatori hanno rilevato che i bambini che vivono in appartamenti hanno valori di cotinina del 45% più alti rispetto ai coetanei che vivono in villette unifamiliari.


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