#BASTASPARARE: sabato in piazza a Firenze per dire NO alla caccia!

Cervi, volpi, uccelli: la caccia in Italia uccide quasi mezzo miliardo di animali ogni anno, sette volte la popolazione umana del nostro Paese. Come se non bastasse, le armi da caccia e i cacciatori ogni stagione uccidono anche decine di persone (fonte vittimedellacaccia.org). Un triste copione che si ripete e che ricomincerà, domenica prossima, con l’apertura generale della stagione venatoria.

“Nel silenzio della politica, troppo spesso fiancheggiatrice della lobby dei cacciatori, serbatoio di voti e di consenso, continuiamo a gridare a gran voce il nostro NO alla caccia”. Lo dichiara Massimo Vitturi responsabile LAV Animali Selvatici, che annuncia una grande manifestazione nazionale in occasione dell’apertura della stagione di caccia 2018/19.

Sabato 15 settembre, con partenza alle ore 15.30 da Piazza Indipendenza a Firenze, LAV scenderà in strada con i suoi attivisti, volontari e simpatizzanti, per partecipare insieme ad altre sigle anti-caccia e singoli cittadini alla manifestazione organizzata dalla LAC in difesa degli animali selvatici e delle persone che ogni anno vengono impallinate dai fucili.

“Dopo anni di silenzio è ora che in Italia si torni a parlare della caccia e di tutte le sue vittime – dichiara Vitturi -: per questo motivo già nel 2017 abbiamo avviato una campagna per fare comprendere a tutti che la caccia non è uno sport, ma una guerra. Che noi vogliamo fermare per sempre. Abbiamo manifestato e raccolto oltre 50.000 firme per la petizione che ne chiede l’abolizione e che abbiamo depositato al Senato e alla Camera”.

“Ma non ci fermiamo qui – aggiunge Vitturi -, vogliamo attuare un cambiamento concreto che metta per sempre la parola fine ad un passatempo sanguinario ed anacronistico: per raggiungere questo obiettivo abbiamo appena terminato la stesura di una proposta di legge per la sua abolizione, che sarà sottoposta all’attenzione del Parlamento”.

Ong, governo freni deriva Regioni ‘sparatutto’. “Anche questa stagione di caccia, dopo le preaperture in quasi tutte le Regioni, prende avvio come al solito tra abusi e forzature filovenatorie praticamente sull’intero territorio nazionale, calpestando morale, scienza e giurisprudenza, con deroghe adottate all’ultimo momento o ancora in assenza di piani faunistici venatori”. Lo afferma, in una nota, la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, che riunisce una sessantina di organizzazioni protezionistiche, tra cui Enpa, Lav, Oipa, Lndc e Leidaa.

“Ciò che riscontriamo – prosegue la nota della Federazione – è un maggiore accanimento nei confronti della fauna selvatica, agevolato anche da scelte sciagurate dei precedenti Governi, come la trasformazione del Corpo forestale dello Stato e la cancellazione delle polizie provinciali specializzate nella vigilanza venatoria e dalle energiche pressioni delle lobby di agricoltori e allevatori”. “Se vuole davvero il cambiamento – conclude la nota – questo Governo fermi la deriva delle Regioni “sparatutto”, dove le doppiette, nonostante il nettissimo calo numerico, la fanno ancora e sempre da padrone.

Inflessibile dev’essere la difesa della fauna selvatica, con immediati ricorsi contro le deroghe volute dalle Regioni, secondo la linea delle impugnazioni positivamente seguita nel caso delle leggi delle Province autonome di Trento e Bolzano che autorizzavano la cattura e l’abbattimento di lupi ed orsi. Senza indugi occorre che il Governo realizzi il capitolo del contratto tra Lega e M5s che impegna a rafforzare le attività antibracconaggio e le previsioni penali contro maltrattamenti e uccisioni”.

 
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