Epidemia di polmonite a Brescia, è allarme

Il numero dei casi di persone che si sono presentate in pronto soccorso negli ultimi giorni è aumentato, superando quota  235 accessi, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella”. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera riferendo in Consiglio regionale sull’epidemia di polmonite che sta interessando il bresciano.

“In 12 casi, sul numero totale, stato accertato che si tratta di legionella” ha aggiunto. “Possiamo dire che oggi vi è una curva epidemica in calo, è stato un evento anomalo e particolare che ha comportato una serie di infezioni probabilmente verso fine agosto e oggi stiamo fotografando quello che è avvenuto allora” ha detto Galliera, in una comunicazione al Consiglio regionale. “Si può avere l’idea che il fenomeno sia in espansione, ma ad oggi non appare assolutamente così”, ha aggiunto Galliera.

Intanto un uomo di 29 anni, bresciano, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, attaccato alla macchina “Ecmo” per la pulizia del sangue, dopo aver contratto il batterio della legionella. Presentatosi con i sintomi classici della patologia al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), il 29enne è stato trasferito a Monza. Le sue condizioni, a detta dei medici, sono gravi ma stabili. La prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi.

L’ uomo è stato trasferito al San Gerardo di Monza perché la struttura del bresciano dove è giunto al pronto soccorso non sarebbe stata in grado di garantire il corretto trattamento della malattia. E’ stato così chiesto ausilio al San Gerardo di Monza, che ha inviato immediatamente un’equipe di medici e un’ambulanza a prenderlo. Arrivato in Brianza, il 29 enne è sotto trattamento in terapia intensiva con i medicinali del caso e sottoposto a costante pulizia del sangue. Finora i casi di legionella più gravi hanno riguardato persone in età avanzata. In questo caso invece si tratta di una persona di 29 anni che, proprio grazie alla sua giovane età, sembra aver maggiori capacità di reagire alle cure.

 
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