Torino, Polizia blocca casa per appuntamenti con bambole hot, 80 euro per mezz’ora di utilizzo

Blitz della polizia municipale e dell’ufficio di igiene dell’Asl da LumiDolls, la prima casa d’appuntamenti con bambole in Italia, che la scorsa settimana ha aperto alla periferia di Torino. Dai controlli è emerso che l’attività di ospitalità non è a norma di legge: si tratta di un esercizio abusivo dell’attività di affittacamere.

Secondo i vigili (è intervenuto il reparto della Polizia Commerciale della Municipale di Torino) l’attività denunciata dalla società, la LumiDolls, non sarebbe a norma, in quanto più che di un negozio si tratta di un vero e proprio albergo ad ore, quindi soggetto ad altri tipi di regolamentazione: vengono affittate, oltre alle sexy dolls, le camere da letto, e si configurerebbe quindi un’attività da affittacamere. I clienti pagavano 80 euro per ogni mezz’ora di utilizzo delle stanze.

Sulla casa delle sexy dolls, sono piovute numerose proteste da parte dei residenti del palazzo in cui è stata aperta l’attività. Le sexxy dolls non sono bambole gonfiabili, ma manichini snodabili e resistenti all’acqua, in elastomero termoplastico. Le forme e le dimensioni sono quelle di corpi umani. Nomi e caratteristiche differenti vengono proposti da un catalogo a disposizione dei clienti.

I titolari verranno diffidati dal continuare. Sono in corso i controlli del servizio di igiene per verificare se il sistema di pulizia delle bambole sia a norma o meno. La ‘casa delle bambole’ è stata aperta il 3 settembre scorso.

E’ difficile sperare che tale nuova realtà possa portare ad una diminuzione della prostituzione e quindi dello sfruttamento e del maltrattamento delle donne. E’ più facile pensare che si stia aggiungendo dell’altro al “complesso scenario della sessualità e della pornografia”. E’ triste, in una realtà sempre più povera di umanità, l’idea di incoraggiare rapporti fisici tra persone ed essere inanimati. Ed è inquietante e non remota la possibilità, a lungo andare, di una deriva mentale di quanti potrebbero arrivare a “confondere” corpo plastico e corpo reale

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie