Carenza di ferro, un problema sottovalutato: ecco le 5 regole per una dieta ricca di ferro

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L’anemia da carenza di ferro interessa circa una persona su quattro e causa ogni anno la morte di oltre 800mila pazienti al mondo. Sebbene basti un esame del sangue per individuarla, viene indagata soltanto in un caso su tre. A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), riuniti a Roma in occasione del 119/mo Congresso Nazionale.

Il ferro è un alleato insostituibile nel sangue, e aiuta il trasporto dell’ossigeno a tutte le parti del corpo per farle funzionare in maniera regolare. Il consumo regolare di alimenti ricchi di ferro ci aiuterà a combattere i sintomi dell’anemia, più frequente nelle donne. Il ferro è presente in strutture come emoglobina e mioglobina, sostiene i globuli rossi e i citocromi che distribuiscono meglio l’energia e l’ossigeno nel corpo. Una carenza di ferro può provocare danni, anche gravi, all’organismo: tra le ripercussioni negative più frequenti ricordiamo problemi di termoregolazione, abbassamento delle difese immunitarie e problemi di caduta dei capelli o indebolimento delle unghie.

Diffuso anche tra i più piccoli, il problema aumenta con l’età ed è molto evidente negli over 65. In particolare, oltre due milioni di anziani con malattie croniche respiratorie, cardiache e intestinali presentano bassi livelli di ferro. “I medici tendono a considerare il fenomeno un disturbo ‘banale’, a meno che i livelli di emoglobina non arrivino a livelli allarmanti”, spiega Francesco Perticone, presidente della Simi.

“Negli ultimi anni invece – prosegue – si sta osservando che la carenza di ferro nell’anziano rappresenta non solo un fattore predittivo delle malattie croniche, ma ne aggrava anche il decorso”, aumentando il rischio di mortalità e riospedalizzazione.

Di qui la decisione di intraprendere uno studio multicentrico su oltre 2mila pazienti, che quantificherà l’impatto della sideropenia in alcune delle più diffuse malattie croniche. “Oggi abbiamo a disposizione diverse strategie terapeutiche innovative per far fronte a questo problema, ma dobbiamo aumentarne la conoscenza, anche tra i medici”, spiega Antonello Pietrangelo, presidente eletto della Simi, coordinatore dello studio e direttore Divisione Medicina Interna del Policlinico di Modena. Ad esempio, osserva, “esistono farmaci iniettabili innovativi che consentono di far accrescere i livelli di ferro nel paziente in modo più rapido ed efficiente”.

Le 5 regole per una dieta ricca di ferro

1. Sì a carni rosse magre, ma anche tacchino e pollo: sono una delle principali fonti di ferro.

2. Una buona assimilazione di ferro è garantita anche dall’assunzione di pesce come salmone, merluzzo e tonno.

3. Per sfruttare al meglio la minore quantità, o la minore assimilabilità, del ferro presente in verdura, legumi e cereali, il consiglio è di assumere nello stesso pasto alimenti ricchi di vitamina C (come agrumi, pomodori, cavoli, broccoli, peperoni), vitamina A (tuorlo d’uovo, carota, zucca, fegato e olio di merluzzo) e cisteina (contenuta nella carne e nel pesce). Questo accorgimento permette un assorbimento 2 o 3 volte maggiore del minerale.

4. Evitare di assumere a distanza ravvicinata bevande come tè, caffe e cacao, perché riducono l’assimilazione del ferro.

5. Non associare nello stesso pasto alimenti ricchi di ferro con latte e derivati, perché ne riducono l’assorbimento.

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