Cimice asiatica, situazione drammatica in Veneto

La “cimice marmorata asiatica” (Halyomorpha halys) che sta distruggendo i raccolti nei frutteti e negli orti è solo l’ultimo dei parassiti alieni, dalla Popillia japonica alla Drosophila suzukii fino alla Aetina tumida, che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Confagricoltura Veneto ha incontrato  nella sede della Regione l’assessore all’agricoltura, Giuseppe Pan, per chiedere un sostegno sul problema della cimice asiatica, diventato il nemico numero uno dei frutticoltori, considerato che quest’anno in tutte le province ha prodotto danni enormi e perdite di prodotto.

Il presidente regionale Lodovico Giustiniani e il presidente regionale dei frutticoltori Andrea Foroni hanno tracciato la panoramica di un’annata disastrosa. Da Verona a Padova, da Treviso a Vicenza, l’insetto arrivato qualche anno fa dall’Asia ha devastato in particolare pesche, albicocche, pere e mele, e ora sta iniziando a pungere i frutti del kiwi. I danni in media sono stati attorno al 30 per cento, ma con perdite anche fino al 100 per cento in alcuni casi. “La situazione quest’anno è drasticamente peggiorata, con un’invasione di cimici capillare su tutto il territorio – ha spiegato Giustiniani -. Le cimici, infatti, si riproducono in maniera massiccia, e di conseguenza la popolazione di insetti continua a crescere. Se già quest’anno i danni sono stati molto ingenti, è probabile che l’anno prossimo saranno ancora più disastrosi a causa dell’ulteriore diffusione delle cimici. Bisogna quindi considerarle alla stessa stregua di una calamità naturale, come una grandinata o una tromba d’aria, dando un sostegno agli agricoltori per mettere in atto sistemi di difesa in vista della prossima stagione produttiva”.

L’assessore Pan ha condiviso la preoccupazione per un problema che sta diventando molto grave in tutto il Veneto e ha spiegato che sta verificando alcune soluzioni possibili. Una è quella di inserire nel Psr, Programma di sviluppo rurale, alcune misure specifiche per finanziare le reti chiuse anti-insetto, che hanno una buona efficacia ma comportano investimenti molto impegnativi. La seconda è quella di aprire un bando ad hoc per la chiusura delle testate dei frutteti, dove le cimici riescono più facilmente a entrare. Una terza strada è quella di immettere nei campi un insetto antagonista. Tra gli insetti selezionati dai Centri di ricerca c’è un microimenottero, l’Ooencyrtus telenomicida, che riesce a inoculare le uova della cimice e ad annientarne la progenie. Si stanno, tuttavia, ancora completando le verifiche sulle possibili ricadute sull’introduzione delle nuove specie, affinché non ci siano rischi di alterazione dell’ecosistema.
“Bisogna agire velocemente – ha sottolineato Foroni -, in modo che gli agricoltori possano predisporre i nuovi impianti di difesa al massimo entro la primavera. Le cimici, appena finisce l’inverno, cominciano a colpire. E non possiamo permetterci un’altra annata di frutta da mandare al macero”.

 

La Coldiretti,  sottolinea che due specie di insetti alieni su tre sono arrivate con le importazioni di prodotti alimentari in Italia dove si sono moltiplicate grazie alle condizioni climatiche favorevoli e all’assenza di nemici naturali.

Fondamentale – continua la Coldiretti – è certamente l’intensificazione dei controlli negli scambi commerciali per fermare una strage che mette a rischio i conti economici delle imprese ma anche la biodiversità del Paese. L’arrivo in Italia della “cimice marmorata asiatica” – sostiene la Coldiretti – è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. A favorirne la diffusione è stato un anno particolarmente caldo: si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti. E danni sta facendo anche la Drosophila suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che ha attaccato ciliegie, mirtilli e uva soprattutto in Veneto.

 
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