Emergenza peste suina africana: innalzare livello attenzione

Il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, ha “innalzato il livello di attenzione” sull’emergenza legata alla Peste suina africana (Psa) e ha deciso l’istituzione di un tavolo tecnico insieme con i ministeri dell’Ambiente e della Salute per la gestione dell’emergenza. Lo ha annunciato Centinaio rispondendo ad una interrogazione al question time alla Camera aggiungendo che il tavolo tecnico valuterà, in accordo con le Regioni, possibili proposte di modifica alla Legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio).

Il ministro Centinaio ha dichiarato di ritenere “prioritario attuare adeguate ed efficaci campagne informative”, per “sensibilizzare tutti gli operatori e i cittadini sulla pericolosità di alcuni comportamenti che possono facilitare l’introduzione e la diffusione della Psa, oltre all’applicazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti suini domestici e al rafforzamento delle attività di sorveglianza”.

La Peste Suina Africana, ha ricordato il ministro, rappresenta “uno dei maggiori rischi sanitari che minacciano il comparto suinicolo con conseguenze devastanti quanto a mortalità e morbilità” e per questo è stato alzato il livello di attenzione.

Le movimentazioni di suini allevati, di mezzi di trasporto di animali o di insaccati da parte di viaggiatori provenienti dai Paesi infetti, ha osservato Centinaio, “rappresentano il fattore di rischio più rilevante e probabile per l’introduzione del virus in Paesi indenni”. Il ministero della Salute “ha disposto il rafforzamento della sorveglianza passiva, raccomandando di sottoporre a controllo per Peste suina africana ogni carcassa di cinghiale rinvenuta in natura e di aumentare le misure di biosicurezza negli allevamenti. Inoltre, sono stati disposti controlli non discriminatori sulle partite di animali e carni suine provenienti dai Paesi comunitari interessati dalla malattia.

Il virus della peste suina “responsabile della malattia nelle popolazioni selvatiche – ha precisato Centinaio – si sposta a macchia d’olio, colpendo progressivamente le popolazioni adiacenti” e “la diffusione della malattia è favorita dal contatto tra popolazioni domestiche e selvatiche o da trasmissioni indirette, dovute al cosiddetto ‘fattore umano’, che si realizzano mediante spostamenti di materiale infetto attraverso mezzi di trasporto, animali, merci contaminate e persone provenienti dalle zone interessate verso le zone indenni; questo è quanto accaduto con i recenti focolai riscontrati in Repubblica Ceca e Belgio e che hanno determinato la diffusione della peste suina africana dai Paesi dell’Est Europa alle regioni occidentali”. Secondo il ministro, “particolare importanza e attenzione debba essere profusa nei controlli transfrontalieri di eventuali carni e prodotti a base di carne di suino e cinghiale non autorizzate (cioè fuori dai circuiti della filiera) e, per quanto possibile, al monitoraggio circa lo spostamento di gruppi di animali selvatici attraverso le frontiere nazionali”.

Il ministro si dice d’accordo sull’opportunità di “ricorrere al contenimento delle specie selvatiche” e, rispondendo al question time alla Camera ad una interrogazione sulle misure per prevenire la Peste suina africana e il contenimento delle specie selvatiche, ha detto che “eventuali ‘abbattimenti programmati’ potrebbero rappresentare, in effetti, un contenimento più efficace del cinghiale e un’ulteriore prevenzione contro la peste suina africana, tenendo conto che i danni causati da cinghiali al settore agricolo rappresentano comunque un’emergenza da tempo e, sicuramente, da molto prima della scoperta di focolai di Psa in Belgio”. Il ministro ha fatto “presente che la gestione della fauna selvatica deve essere comunque condotta attraverso Piani di ampio respiro, da realizzare di concerto con i diversi livelli istituzionali e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati”.

 
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