In GB stop a lifting ai glutei: morte due donne dopo l’operazione

Niente più glutei “alla brasiliana”. Lo stop è arrivato in Gran Bretagna dalla British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, dopo che una donna è morta a seguito dell’operazione, la seconda quest’anno.

L’intervento consiste nel prendere del grasso da un’altra parte del corpo per iniettarlo nei glutei per modellarli. L’operazione, spiegano i chirurghi britannici, ha un alto rischio che il grasso finisca nelle vene più grandi, da cui può spostarsi fino al cuore o al cervello. La procedura ha un tasso di mortalità pari a uno su 3mila interventi, il più alto tra gli interventi estetici e uno studio pubblicato sull’Aesthetic Surgery Journal, condotto su 639 medici in tutto il mondo, ha rivelato 32 morti legate a questa procedura. “Per questo – scrivono gli esperti britannici – l’associazione ha emanato questa raccomandazione, chiedendo ai membri di astenersi dalla procedura almeno finché non ci saranno nuovi dati”.

Oltre ai rischi connessi all’embolia causata dal grasso, sottolinea il comunicato dell’associazione, l’operazione ha un alto rischio di infezioni. Delle due donne morte in Gran Bretagna, sottolinea la Bbc, la prima aveva subito l’intervento in Turchia, mentre sulla seconda è ancora in corso un’inchiesta.

La qualità dei materiali utilizzati. Come qualunque altro intervento, anche quello di chirurgia plastica comporta dei rischi per il semplice fatto che si entra in una sala operatoria e si viene sottoposti ad un’anestesia. Ma i rischi aumentano quando le richieste delle pazienti sono eccessive. “Nella maggior parte dei casi, i problemi sono dovuti alla quantità e alla qualità dei materiali utilizzati nell’intervento come è accaduto nel caso della modella brasiliana” spiega Fabrizio Malan, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici nel nostro Paese.

Il danno, infatti, è stato causato da iniezioni di idrogel e polimetil-metacrilato che si sono fuse tra loro e con il tessuto muscolare, causando uno choc settico e cicatrici probabilmente permanenti. “Un altro problema nasce dal fatto che spesso per raggiungere un risultato molto lontano dal proprio aspetto è necessario eseguire su una stessa paziente più di 10-15 interventi” prosegue l’esperto.  Alcuni effetti collaterali, comunque, possono essere facilmente evitati. È stato dimostrato che il fumo interferisce con i processi di cicatrizzazione, così come l’assunzione di particolari farmaci. Per mettere ordine nel settore e garantire maggior sicurezza, la Sicpre sta preparando le Linee guida sulla sicurezza in chirurgia plastica da consegnare al più presto al Ministero della Salute.

 
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