Ischia nel Decreto Genova: Legambiente: “Una follia riaprire il condono per edifici abusivi”

Ischia nel Decreto Genova: nel provvedimento anche gli interventi per l’isola campana colpita dal sisma del 2017 Legambiente: “Una follia riaprire il condono per edifici abusivi costruiti in aree a rischio idrogeologico e sismico, con la beffa che sarebbero soldi pubblici a pagare la ricostruzione Ci appelliamo al Parlamento e al Ministro dell’ambiente Sergio Costa perché fermino una sanatoria edilizia che metterebbe in pericolo le persone e rilancerebbe nuovi abusi”

Non si era mai arrivati così vicini a un nuovo condono edilizio per l’Isola di Ischia, questa volta collegata alla ricostruzione post sisma del 2017. Nel Decreto su Genova, provvedimento urgente approvato dal Governo e che ora il Parlamento deve convertire in Legge entro 60 giorni, rispunta anche l’ennesima sanatoria tombale inserita negli interventi da attuare nell’isola campana a seguito del terremoto (sono addirittura 20 gli articoli sull’Isola campana, quasi il doppio di quelli per il capoluogo ligure). In particolare l’articolo 25 del provvedimento prevede che per gli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 2017, vengano conclusi i procedimenti di condono ancora pendenti facendo riferimento alle sole disposizioni del primo condono, ossia la legge 47/1985. Ciò significa che non varrebbero le norme in materia di tutela paesaggistica e idrogeologica introdotte successivamente e che si azzerano tutte le prescrizioni limitative introdotte con i due successivi condoni.

È quanto denuncia Legambiente definendo tale scelta grave e inaccettabile, perché consentirebbe di sanare edifici posti in aree a rischio in un Isola che, dal terribile terremoto del 1883 ad oggi, ha visto alternarsi tragedie per crolli legati alle scosse sismiche e per quelli dovuti alle frane. L’altra cosa assurda è che questi edifici beneficerebbero del contributo al 100% della ricostruzione post sisma. Il segnale per chi ha speculato costruendo abusivamente sull’Isola e vuole continuare a farlo sarebbe un via libera anche per il futuro e già arrivano segnalazioni di cantieri che si stanno aprendo da parte di chi vuole approfittare del condono. Senza contare che l’articolo 23 dà la possibilità di avviare i lavori per danni lievi escludendo solo le costruzioni interessate da ordini di demolizioni, quindi potranno avviare i lavori anche gli edifici con abusi parziali a cui non si fa cenno nel testo.

“In audizione alla Camera – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – abbiamo descritto i pericoli di una norma che consentirebbe di sanare edifici che perfino le sanatorie approvate dai Governi Berlusconi del 1994 e 2003 vietavano, proprio perché posti in aree pericolose da un punto di vista idrogeologico e sismico, oltre che vincolate paesaggisticamente. L’assurdità è che questi edifici, che per le norme vigenti sono abusivi, non solo verrebbero sanati ma avrebbero il completo rimborso dallo Stato per la ricostruzione. E senza considerare che alla prossima pioggia rischiano di franare, perché la situazione di rischio idrogeologico delle aree non può essere risolta. Fermiamo questo provvedimento prima che sia troppo tardi”.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie