L’Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile

L’Italia in grave ritardo: peggiorano povertà, disuguaglianze e qualità dell’ambiente. Inoltre l’Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile. E’ quanto emerge dal Rapporto sullo sviluppo sostenibile presentato oggi dall’Asvis secondo il quale “nonostante il miglioramento che si osserva in tanti indicatori globali non si è ancora determinata quella discontinuità culturale e di scelte strategiche necessaria per raggiungere, entro il 2030, i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

In Italia – si legge nel Rapporto – “i ritardi della politica sono particolarmente pronunciati, pur in presenza di una significativa mobilitazione del mondo delle imprese, delle istituzioni culturali ed educative e della società civile. Gli indicatori elaborati dall’ASviS confermano la condizione di non sostenibilità del nostro Paese da tutti i punti di vista, economico, sociale, ambientale e istituzionale”. L’Italia mostra segni di miglioramento in otto aree tra le quali alimentazione, salute, educazione, uguaglianza di genere, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico. La situazione “peggiora sensibilmente per povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, condizioni delle città”.

Per cinque aree, spiega il Rapporto, la situazione peggiora sensibilmente: povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, condizioni delle città ed ecosistema terrestre, mentre per le restanti quattro (acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari e qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide) “la condizione appare sostanzialmente invariata”. L’Asvis sottolinea che “si rileva un crescente interesse della società italiana per il tema dello sviluppo sostenibile, testimoniato dalle prese di posizione di importanti soggetti economici e sociali e dallo sviluppo di programmi educativi nelle scuole e nelle università e dal numero di iniziative finalizzate a coinvolgere imprese, comunità locali e persone singole sulle diverse questioni dell’Agenda 2030”.

La rassegna delle politiche adottate negli ultimi dodici mesi – afferma Enrico Giovannini portavoce dell’Asvis Italia – “descrive importanti avanzamenti, come l’introduzione del Reddito di Inclusione per ridurre la povertà, ma anche ritardi e occasioni sprecate, come nel caso della mancata approvazione, entro la fine della scorsa legislatura, dei provvedimenti in tema di riduzione del consumo del suolo, diritto all’acqua, commercio equo, o della mancata emanazione dei provvedimenti di attuazione di importanti norme, come quelle riguardanti la riforma del Terzo Settore e la finanza etica e sostenibile. Ma ciò che continua a mancare è una visione integrata delle politiche per costruire, in modo esplicito, un futuro dell’Italia equo e sostenibile”.

 
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