Non ci sono più le mezze stagioni, anzi non sono mai esistite: parola di esperto

I cambiamenti climatici hanno reso sempre più attuale il luogo comune “non ci sono più le mezze stagioni”. Secondo “Il servizio meteorologico Zamg di Vienna ha analizzato migliaia di dati di tutto l’arco alpino comprese le stazioni meteo dell’Alto Adige ed il risultato è stato sorprendente.

Negli ultimi 250 anni ci sono sempre stati grandi sbalzi di temperatura nell’arco di poche ore, sia dal caldo al freddo che viceversa. L’unica cosa che è cambiata veramente è la temperatura media, che ha subito un generale aumento”, afferma il meteorologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin.

Le previsioni a lungo termine, oltre una settimana, – ribadisce – “non sono attenibili soprattutto non in una zona alpina con cambiamenti repentini”. “L’atmosfera è un sistema caotico perciò attenibili previsione dettagliate si possono fare al massimo per 6/7 giorni. Per i prossimi giorni è previsto un rialzo termico, ritornerà la cosiddetta estate di San Martino, sono giornate calde in autunno”, conclude Peterlin.

Uno studio condotto presso l’università di Monaco,  ha analizzato i comportamenti di piante e animali in relazione alle variazioni climatiche.

Più di cinquecento specie di piante e quasi venti di animali sono state oggetto di un monitoraggio nell’arco di quasi trent’anni, dal 1971 fino al 2000. “Lo studio – afferma Annette Menzel, bioclimatologa che ha coordinato la ricerca – ha mostrato che le modificazioni sono evidentissime. Non è stato dimostrato soltanto lo sfasamento fra i cicli stagionali e, per esempio, le fioriture o le migrazioni degli uccelli, ma anche l’aumento di casi di anomalie biologiche connesse alle temperature più elevate”.

Anticipi e ritardi. Per calcolare con esattezza i ritardi e gli anticipi dell’inizio delle stagioni rispetto al calendario è stato necessario prendere in esame un grande numero di ricerche condotte in passato in diversi Paesi europei. Attraverso un controllo incrociato dei dati è stato possibile “riscrivere” un nuovo calendario delle stagioni. Ad esempio secondo gli scienziati oggi rispetto a 35 anni fa in Europa settentrionale la primavera arriva con otto giorni di anticipo e l’estate dura sei giorni in più del normale. In Italia invece la bella stagione arriva circa 8/10 giorni prima del previsto e l’autunno ritarda di una settimana buona.

 
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